Cronaca
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Domenica 26 novembre Donne Contro la Violenza presenta il progetto F.O.R.M.A.

L’Associazione Donne contro la Violenza, l’azienda ospedaliera, il Comune di Crema, la Cooperativa Sociale Hope di Capergnanica. Sono questi gli attori del Progetto FORMA (Formare gli Operatori a Riconoscere il Maltrattamento
femminile e all’Accoglienza), che ambisce a mettere assieme professionalità e buone pratiche allo scopo di creare un fronte integrato nel contrasto alla violenza di genere.
L’evento del 26 novembre, presso la sala Polenghi dell’Ospedale Maggiore, sarà l’occasione perfetta per presentare questo progetto complesso che parte dall’idea di formare gli operatori sanitari per riconoscere il maltrattamento e operare in modo efficace fin dalle prime azioni per l’accoglienza delle sue vittime.

Il metodo individuato per questa progetto è stato quello di unire le formazioni degli operatori dell’Associazione Donne contro la violenza e della cooperativa, indirizzandole verso gli operatori sanitari dell’ospedale, dove spesso si rivolgono molte donne che subiscono violenza. Il progetto FORMA ha così ideato una nuova procedura d’intervento, basata sue due virtuosità: competenze trasversali degli operatori, monitoraggio dei dati.

Il progetto però non si ferma ai soli processi di intervento, ma si preoccupa anche delle storie prodotte dalle donne, comprese quelle straniere. L’incontro tra operatori del centro antiviolenza e della Cooperativa Sociale Hope ha permesso ai primi di entrare in contatto con una realtà che nel territorio tratta dinamiche specifiche legate all’accoglienza, alla protezione e integrazione di cittadine straniere richiedenti asilo. Negli ultimi anni sempre più donne straniere si avvicinano al centro e all’Ospedale per chiedere aiuto, spesso ci sono difficoltà non solo legate alla mancanza di conoscenza della lingua, ma anche alle loro differenze culturali. Anche in questo caso si punta allo scambio di esperienze e competenze per migliorare approccio e risultati.

Valore aggiunto di questo progetto vuole essere una azione finalizzata a raggiungere i medici di base, per la loro posizione strategica rispetto alla dimensione familiare, che li rende potenziali sentinelle del fenomeno della violenza sulle donne. “Sappiamo quanto sia difficile per le donne maltrattate confidare a degli estranei le violenze subite”, commenta la presidente dell’Associazione, Chiara Canesi. “Il lavoro fatto con loro all’inizio ha l’obiettivo di creare un’alleanza, una relazione nella quale si possano fidare e raccontare i soprusi subiti. La figura del medico di base può diventare un punto di riferimento importante per intercettare e identificare situazioni violente. Lo stesso ambulatorio rappresenta un luogo dove andremo a svolgere una comunicazione efficace e mirata a raggiungere un vasto bacino di cittadini, attraverso una campagna informativa che offra riferimenti utili alle vittime e alla rete sociale che ruota loro intorno su come accedere ad un aiuto concreto”.

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