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Manifattura: crescono
produzione e fatturato, ma
l'occupazione non riparte

Comparto manifatturiero provinciale: un altro trimestre positivo, quello che si è concluso a settembre 2017, per livelli di produzione, fatturato, ordinativi delle aziende cremonesi, ma senza altrettanti riflessi positivi sull’occupazione, che resta ai livelli di un anno fa, anzi con un leggero arretramento. E’ quanto risulta dall’indagine congiunturale condotta da Unioncamere Lombardia in collaborazione con l’Associazione Industriali, Confartigianato e CNA, e che coinvolge ogni trimestre due campioni distinti di aziende manifatturiere, industriali e artigiane, interessando complessivamente 139 imprese cremonesi appartenenti a tutte le principali attività del comparto.

Rispetto al resto della regione, Cremona e il suo territorio mostrano un vivacità maggiore, se si guardano i dati tendenziali, cioè riferiti al terzo trimestre del 2016. Il livello della produzione segna un +3,6% che si colloca al di sopra di quello lombardo (+3,1%), il fatturato a prezzi correnti presenta una netta accelerazione che lo porta a crescere di quasi sei punti percentuali. Importante è l’ulteriore crescita su base annua degli ordinativi, trascinati dal notevole balzo in avanti della domanda nazionale (+7,1%) che sopperisce al lieve rallentamento di quella proveniente dall’estero che comunque cresce ancora del 4%. A trainare la crescita produttiva è la siderurgia (+16%), seguita dal +5% della meccanica. Forti aumenti si registrano anche nei prezzi su entrambi i fronti: quelli delle materie prime sono al +10,3% e triplicano il tasso annuo dei prodotti finiti che si fissa al 3,5%.

“I dati della rilevazione congiunturale relativi al secondo trimestre 2017 continuano a fornire, per il nostro territorio segnali contrastanti, anche se il consolidarsi della ripresa tendenziale della produzione fa ben sperare per il futuro. A sostenere la nostra economia è il buon andamento del commercio mondiale e la dinamica positiva dei mercati più rilevanti per l’Italia – sostiene il Presidente della Camera di Cremona Gian Domenico Auricchio – L’incremento degli ordinativi interni che comincia a manifestarsi dopo anni di stasi, dovrebbe consolidare ulteriormente la ripresa”.

LA PRODUZIONE MANIFATTURIERA CREMONESE – Il numero degli addetti occupati nelle imprese industriali, in calo dello 0,3%, continua nel suo andamento sostanzialmente stabile. Gli indicatori relativi al fatturato ed agli ordinativi sono invece ampiamente positivi ed in evidente miglioramento rispetto a tre mesi fa. Il fatturato, in crescita per il quarto trimestre consecutivo, accelera al +2,6%, anche grazie ad un consistente contributo della componente interna.
Anche sulla crescita degli ordinativi pesa in misura determinante l’incremento di quelli nazionali (+4,8%) che compensano la momentanea flessione congiunturale della domanda estera (-0,8%). Come nell’intera Lombardia, si conferma il trend in crescita dei prezzi, che mostrano un +1,4% per le materie prime ed un +0,5% per i prodotti finiti.

Diminuisce il ricorso alla cassa integrazione guadagni, con 54mila ore autorizzate dall’Inps nel terzo trimestre 2017, rispetto alle 251mila del periodo precedente. Il numero di imprese industriali che hanno fatto ricorso alla Cassa Integrazione risulta anch’esso in calo dal 9,1% al 2,9% del totale. Nell’intera regione, la flessione riscontrata negli effettivi ricorsi alla Cassa Integrazione è stata inferiore, mantenendosi ancora al di sopra dei dati cremonesi: la percentuale di imprese interessate è stata del 7,1% e le ore utilizzate hanno costituito lo 0,9% del monte ore totale.
Segni di un buon miglioramento anche da un punto di vista strutturale, provengono dalla distribuzione delle imprese in base alla variazione della produzione conseguita nell’ultimo anno. A fine settembre 2017, la percentuale sul totale delle aziende ancora in crisi, scende ulteriormente dal 35% al 27%, mentre sale dal 56% al 57% la quota di quelle in crescita tendenziale che, per tutto il 2017, hanno costituito la maggioranza assoluta. Su base annua, il miglioramento produttivo più sensibile, superiore ai sette punti percentuali, ha riguardato le imprese di maggiore dimensione, cioè con più di 200 addetti, e quelle produttrici di beni di investimento.
Nell’ambito regionale, la provincia di Cremona, col suo +3,6% su base annua si colloca al di sopra del dato medio, dietro le tre province di Lodi, Brescia e Lecco, cha presentano variazioni positive oltre il 5%. La totale assenza di territori in calo tendenziale attesta la presenza di un quadro di crescita condiviso e pertanto potenzialmente più stabile.

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