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Investì a morte 25enne e
fuggì. Tre anni al pirata. No
della famiglia al risarcimento

Tre anni di condanna e tre anni di sospensione della patente per Roberto Nudari, il 61enne cremasco accusato dell’omicidio colposo della 25enne albanese Beqiraj Besarta, investita poco dopo le 20,30 dell’8 marzo dell’anno scorso in viale Europa a Crema e morta due giorni dopo in ospedale a Bergamo. Nudari, difeso dall’avvocato Massimo Martelli, è stato processato davanti al gup Pierpaolo Beluzzi con il rito abbreviato, che dà diritto allo sconto di un terzo della pena. Oltre che di omicidio colposo, l’imputato era anche accusato di omissione di soccorso e di simulazione di reato, in quanto, dopo l’incidente, aveva falsamente denunciato in un commissariato milanese il furto della sua auto, una Fiat Grande Punto di colore scuro. Per lui, il pm Carlotta Bernardini aveva chiesto una pena di quattro anni di reclusione. La famiglia della vittima era parte civile attraverso l’avvocato Vittorio Meanti, secondo il quale il 61enne avrebbe dovuto essere condannato ad una pena di sei anni.

Nel procedimento, la famiglia è rimasta parte civile in quanto non ha accettato l’offerta, arrivata di sorpresa la scorsa settimana in aula, di un risarcimento di 900.000 euro da parte dell’assicurazione. “Si sono presentati lunedì scorso in udienza”, ha spiegato l’avvocato Meanti, “e hanno messo sul tavolo un’offerta di 900.000 euro senza avvertire nessuno, senza neppure dare la possibilità di trattare”. La famiglia ha quindi rifiutato, e il risarcimento, così come disposto dal giudice, sarà da liquidarsi in un separato giudizio civile. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni.

“Pensavo meritasse una pena più severa”, ha commentato il legale di parte civile, “anche perché se non viene sanzionato severamente un comportamento del genere, non so quale possa essere un comportamento degno di una sanzione severa”. “L’8 marzo è successo il fatto”, ha spiegato l’avvocato Meanti: “il 10 la ragazza muore e l’imputato ne viene a conoscenza. Tra il 16 e il 19 si disfa dell’auto, riuscendo a farla rottamare a Milano, e il 21 sporge denuncia del furto della macchina. Il tempo per pentirsi l’ha utilizzato per architettare questo piano”.

L’imputato, di professione panettiere, sposato, con due figli, era stato rintracciato due settimane dopo il fatto grazie ad un’intensa attività di indagine della polizia stradale di Cremona: lo studio dei filmati, di frammenti di auto raccolti dopo l’incidente, controlli, verifiche ed accertamenti laboriosi e sofisticati, il monitoraggio dei veicoli tramite telecamere e varchi. Tutti elementi, compresa la denuncia di furto, che avevano permesso agli investigatori di concentrare i sospetti proprio sul 61enne cremasco.

La 25enne albanese, residente al quartiere Ombriano a Crema, era stata travolta mentre camminava sul ciglio della strada insieme al marito, rimasto illeso. L’automobilista, dopo l’urto, aveva tirato dritto, allontanandosi in direzione di Lodi. Purtroppo la ragazza non era riuscita a sopravvivere.

Sara Pizzorni

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