Cronaca
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Emergenza nutrie, Fava: 'Convocherò Tavolo d'emergenza'

In provincia di Cremona è emergenza nutrie: è qui infatti che si trova la situazione più difficile della Lombardia, come ha detto Gianni Fava, assessore all’Agricoltura della Lombardia, durante un incontro sul tema ad Acquanegra Sul Chiese. “Regione Lombardia è pronta a convocare un Tavolo di emergenza sulle nutrie e mi coordinerò con il collega Giulio Gallera, perché la competenza sui servizi veterinari è sua” ha spiegato.

Quello delle nutrie è un problema notevole per il territorio: non solo per gli agricoltori, come ha evidenziato l’assessore, “ma anche di tipo sociale, sanitario, di tenuta idraulica e di sicurezza stradale”. Già oggi Fava chiederà al collega Massimo Garavaglia, assessore all’Economia, Crescita e Semplificazione di Regione Lombardia, la disponibilità di fondi per contrastare il fenomeno.

I fondi per avviare un percorso di eradicazione delle nutrie ci sono, garantisce Fava. “Avevamo già ipotizzato di dirottare un milione di euro di risorse di Regione Lombardia dal fondo per il randagismo, per il quale ci sono più risorse disponibili rispetto all’effettivo utilizzo – ha ricordato l’assessore -. Il ministro della Salute Lorenzin, invece, non ha acconsentito”. Un’azione inspiegabile, secondo Fava, se non con la volontà politica del governo di mettere i pali fra le ruote alla Lombardia. “Non dimentichiamo che l’ex presidente del Consiglio Renzi ha fatto ricorso, respinto dalla Corte Costituzionale, per abrogare la legge regionale 32 del 2014 sull’eradicazione alle nutrie”.

Da qui la richiesta a tutte le parti politiche di “fare un’azione di lobby sul ministro della Salute, in modo che reperisca fondi o, almeno, acconsenta l’uso di un milione di euro dal fondo per il randagismo, come proposto da Palazzo Lombardia. Allo stesso tempo, bisognerà individuare linee di intervento condivise e attuabili al Tavolo di emergenza che la Regione convocherà”. L’assessore Fava è impegnato in prima fila per la lotta alle nutrie. Eppure ha precisato: “Lo faccio perché quando ti chiamano i sindaci di tutti i partiti politici, perché vivono sul territorio una situazione di allarme, significa che siamo ben oltre i danni all’agricoltura – ha spiegato -. Ma non facciamo come qualche parlamentare, che è l’unico che non ha capito che la competenza è della Sanità e non dell’Agricoltura”.

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