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Elezioni, Beretta: 'Spero
che sia la politica locale a
determinare proprio futuro'

“Ho dato la disponibilità per la mia città, ma spero sempre che il centrodestra possa trovare un candidato unitario”; commenta così la propria discesa in campo per la poltrona di sindaco, Simone Beretta, capogruppo Azzurro in Consiglio comunale a Crema.

Come aveva detto il coordinatore Gianmario Donida alcuni giorni fa “nessun passo indietro”, anzi, pare che Beretta abbia molti sostenitori, sia nel partito che fuori: “Continuo a sentirmi dire di andare avanti per questa strada”. E se il centrodestra si presentasse spaccato alle elezioni non perderebbe in partenza? Secondo il candidato di Forza Italia no: “Anche se ci presentassimo divisi sono certo che andremmo al ballottaggio con il sindaco uscente. E non è detto che la spunterebbe lei”.

E Beretta, a sostegno della propria tesi, ha già in mente una bozza di programma: “Punterei moltissimo sulla centralità della famiglia e sul lavoro. Parallelamente sento sia necessario restituire dignità e decoro a Crema, e non solo per le strade o i parchi, ma anche azioni per liberare la città dalla paura di un accattonaggio diventato ormai aggressivo e che si registra in tutte le nostre belle piazze”. E l’attualissimo tema della riqualificazione degli Ex Stalloni? Beretta, al riguardo, non ha dubbi: “Se fossi sindaco ricomincerei da zero gli incontri con Regione, portando al tavolo con me coloro che hanno più di tutti diritto di essere ascoltati: gli ambulanti”.

Insomma il capogruppo Azzurro, forte della lunga esperienza politica, pare sapere già quello che ci sarebbe da fare per Crema, pur continuando a sperare in un centrodestra compatto. “Enrico Zucchi è un amico, non è un problema per me incontrarlo; il punto è quando i partiti riusciranno a trovare le condizioni per lavorare insieme su un programma – e ha concluso – Una cosa però la vorrei davvero: che possa essere la politica locale a determinare il proprio futuro, perché sarebbe molto triste se il risultato finale del centrodestra fosse determinato da chi non la vive sul territorio”.

Ambra Bellandi

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