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Luca, cremasco a 'Masterchef':
'Non capita tutti i giorni di
cucinare per cuochi stellati'

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“Non capita tutti i giorni di cucinare per chef stellati. E’ stato formativo e interessante”. Così Luca Pizzocheri, classe 1985, racconta la propria esperienza a “Masterchef Italia”, il talent show culinario d’origine britannica.

“E’ stato un percorso piuttosto lungo, a cominciare dalla candidatura, dove ho dovuto compilare un questionario impegnativo”; poi Luca ha inviato il proprio video ed è stato contattato dalla redazione per sostenere il primo vero provino culinario. “Mi avevano assegnato il numero 10.007. Siamo stati scremati fino a 40 e abbiamo partecipato alle prime puntate”.

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Luca è stato eliminato alla terza puntata, dal temibile chef Antonino Canavacciuolo, “è stato lui, in sostanza, a decretare la mia uscita. Ma gli altri chef sono stati molto più clementi, almeno con me. Ho visto piatti volare per gli studi e aspiranti cuochi in lacrime. Per me non è stato così, mi è però mancato quel qualcosa in più per accedere alla classe dei 20 partecipanti al programma”.

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Un’esperienza formativa per Luca, che ha ereditato la passione per la cucina da sua madre e l’ha portata avanti quando, per lavoro, si è trasferito a Milano: “Mi piace mangiare bene, per questo ho imparato a cucinare. Sono partito dai piatti più semplici, e piano piano, ho cercato di elaborarli sempre più”. Il suo piatto forte? Il riso, in tutte le sue declinazioni, “per me è come una tavola bianca su cui sbizzarrirmi per dipingere il piatto”.

Sul futuro, Luca ha le idee chiare: “Vorrei che questa mia passione diventasse una vera e propria professione. Ho iniziato a frequentare, nel weekend, un’accademia di cucina e, con un’amica nutrizionista, ho avviato un progetto per affiancare persone che necessitano di imparare a cucinare in modo semplice e veloce per seguire un’alimentazione equilibrata”.

Ambra Bellandi

 

 

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