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A Crema il gelo riempie
il rifugio San Martino: 'Al
limite ma no emergenza'

I posti, una ventina, sono esauriti da tempo, ma per ora il Rifugio San Martino riesce a contenere il bisogno nonostante l’abbassarsi delle temperature. Nessuna emergenza, quindi, anche se l'età degli ospiti si è abbassata. La maggior parte supera di poco i 30 anni. Quest’anno il numero di stranieri è in percentuale maggiore rispetto agli italiani.

Temperatura in picchiata in questo periodo, anche a Crema, e per coloro che si trovano a vivere in strada, il freddo costringe a cercarsi un tetto sotto cui ripararsi. A Crema esiste da 4 anni il rifugio San Martino voluto dall’ex vescovo monsignor Oscar Cantoni per rispondere all’emergenza freddo

“Il rifugio è al limite, ma per ora tra casa di accoglienza e centro di ascolto siamo riusciti a contenere il bisogno. Quello che invece manca sono i volontari che si alternino durante le notte”; a dirlo Claudio Dagheti vicedirettore e responsabile della Caritas cremasca che gestisce direttamente il rifugio San Martino.

“Nessuna emergenza, la situazione è sotto controllo – prosegue – Tra casa di accoglienza dove chi è in diffciltà può avre un pasti caldi a pranzo e cena, e il rifguio dove si può dormire e fare una doccia non ci risultano al momento persone che dormono sulla strada”. Quello che invece viene rilevato quest’anno, a differenza degli anni precedenti, è l’abbassarsi dell età tra gli ospiti. Prima, infatti, a chiedere ospitalità erano soprattutto uomini d’età superiore ai 40 anni; cremaschi che avevano perso il lavoro, o si erano separati e non riuscivano a pagare l’affitto. “Ora la tipologia di persone che si affacciano al rifugio è cambiata – continua Dagheti – La maggior parte, circa il 60%, sono stranieri, giovani poco più che trentenni. Non si tratta di profughi ma di persone che risiedono da anni sul nostro territorio, in regola con il permesso di soggiorno”. Al Rifugio, aperto dalle 20, possono trovare un letto caldo, la possibilità di farsi una doccia calda e di fare colazione la mattina. Attualmente non sono accolte donne pur essendoci uno spazio a loro dedicato.

Ci lavorano due operatori della Caritas, che garantiscono la presenza dalle 7 alle 9 e dalle 20 alle 22. Quello che manca, invece, è la presnza di volontari. Ne servirebbero almeno due o tre per notte e purtroppo scarseggiano, alternandosi su più turni. Ma la necessità è pressoché costante, mentre le persone si offrono “una tantum”.

“L’appello della Caritas si rivolge a tutti i cittadini cremaschi almeno 18enni e che abbiano voglia di dedicare almeno una sera al Rifugio – ha sottolineato Dagheti – Il loro compito non è di sorveglianza o di controllo ma relazionale.  Si tratta di offrire un servizio di cui si ha necessità e nello stesso tempo entrare in contatto con persone che stanno attraversando un momento di difficoltà. Conoscere ed entrare in relazione con queste persone è un’esperienza che lascia il segno umanamente e arricchisce”.

Non ci sono particolari requisti, chiunque può farlo, basta un po’ di buona volontà. Chi fosse disponibile può farsi trovare alla 20 in via Civerchi, presso il Rifugio San Martino della Caritas diocesana.

AmBel

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