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Il fronte del 'no' festeggia:
Lega, Sinistra Italiana e
Movimento 5 Stelle

Il ‘no’ ha vinto, Matteo Renzi ha dato le proprie dimissioni.

Il giorno seguente il referendum costituzionale che tanto ha fatto discutere, non solo per i contenuti propri della Riforma, ma anche per la lunga campagna dei due fronti, accesa, forse a tratti anche troppo, le reazioni politiche del ‘no’ non si sono fatte attendere. Neppure nel territorio Cremasco.

“Ieri ha vinto la Costituzione. La democrazia ha vinto sull’oligarchia”, ha esordito il deputato 5 Stelle Danilo Toninelli.  “Renzi ha inondato l’Italia di propaganda per mesi, facendo una campagna elettorale feroce. Ma quel che è più grave, ha tentato di indurre i cittadini a credere che le cause dei problemi dell’Italia dipendessero dalla Costituzione, facendo credere che per risolverli bastasse un ‘sì’ alla sua Riforma – ha proseguito il pentastellato – Noi abbiamo fatto la nostra campagna tra i cittadini, nelle piazze, per le strade, muovendoci a piedi, in bicicletta, in motorino o in treno; con solo la gente comune al nostro fianco. che ci faceva sentire la necessità di quello che stavamo facendo. È solo grazie a questa gente, cioè a voi, a noi, se ieri ha trionfato la Costituzione”.

Per il fronte del ‘no’ anche la Lega Nord, che sul territorio è rappresentata largamente dai Giovani Padani. Il coordinatore provinciale Daniel Bressan, ha commentato l’esito del referendum elogiando il grande lavoro dei giovani, che per mesi hanno contribuito ad arrivare a questo risultato. “Il dato politico che emerge da questo appuntamento è inequivocabile: la Lombardia e il Cremasco non vogliono essere privati di autonomia e vogliono poter scegliere da chi essere rappresentati – e ha proseguito – La direzione del cambiamento i giovani lombardi e cremaschi l’hanno espressa chiaramente: più poteri ai territori e trasparenza nella scelta della classe politica”.

Carlo Malvezzi, consigliere regionale della Lista Maroni, lancia un appello al centrodestra: “E’ suonata la campanella. Occorre tanta umiltà per ricominciare ad ascoltare ciò che la gente chiede e il coraggio e la responsabilità di predisporre una proposta di governo liberale e popolare, una proposta unitaria e alternativa alla sinistra in grado di risvegliare quelle speranze che si sono perse tra la rassegnazione e il pessimismo”.

Infine, Franco Bordo, deputato di Sinistra Italiana, ha rimarcato il dissenso degli italiani quando viene loro chiesto di modificare la Carta Costituzionale: “Per ben due volte, nel giro di un decennio, il popolo ha respinto in modo deciso tentativi così pesanti di stravolgimento della nostra Costituzione. Penso sia il momento di dire stop. Ora è il momento di ascoltare questo voto e di costruire e praticare da subito una proposta alternativa, che punti a investimenti che effettivamente possano produrre occupazione e sviluppo. Noi siamo già in gioco e faremo la nostra parte”.

 

Ambra Bellandi

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