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Crema, referendum: i dati, psicosi da matita e mistero delle schede precompilate

La città di Crema si è espressa in linea con il resto d’Italia ha detto ‘no’ alla Riforma costituzionale.

Le percentuali sono però inferiori rispetto ai dati nazionali: il 47,58% si è espresso per il ‘sì’ , il 52,42% si detto decisamente contrario alla riforma e ha votato no.

Ottima l’affluenza alle urne, che già la mattina si aggirava intorno al 15%. Lungo tutto l’arco della giornata ha votato il 74,60 % degli elettori, pari a 19.665 persone. I seggi cittadini erano 38, dislocati in varie parti della città, mentre gli aventi diritto al voto erano 26.358. di cui 12.628 uomini e 13.731 donne.

I voti validi sono stati 19.516, le schede nulle 89 e 60 quelle bianche.

Per quanto riguarda le dinamiche di voto ci sono un paio di episodi che hanno aggiunto parecchio pepe al referendum day.

Anzitutto la psicosi da matita cancellabile ha raggiunto anche Crema, precisamente il seggio di Ombriano, dove pare che un uomo abbia testato la matita su un comune foglio di carta. Una psicosi, quella delle presunte matite truccate, che, è il caso di dirlo, ha segnato in toto la giornata elettorale. Quello che molti italiani non si sono premurati di controllare, però, è l’efficacia delle matite sulla carta della scheda elettorale. Infatti, le componenti chimiche delle matite copiative, non hanno effetti sulla carta comune, ma lasciano traccia indelebile sulle schede.

Smentita la notizia (e la bufala generale lungo lo Stivale), al seggio numero 8, si è verificato un episodio che ha gettato l’ombra del sospetto in città. Un’elettrice ha consegnato la propria tessera e ha ricevuto la scheda di votazione chiusa; nel recarsi in cabina, aprendola, ha notato che fosse già barrata la casella del ‘no’. Lo ha fatto notare alla presidente del seggio, che, agitata, le ha consegnato un’altra scheda, anch’essa chiusa, che, una volta aperta ha rivelato una croce sul ‘si’. La donna, insospettita, ha chiamato la polizia al fine di fare chiarezza sulla vicenda.

Sul posto si è recato il vice questore Daniel Segre e alcuni uomini della Digos, che hanno sequestrato le schede incriminate e raccolto le testimonianze. In realtà le indagini hanno appurato che non c’era stata nessuna scheda precompilata. Semplicemente le schede di due votanti non erano state infilate correttamente dentro l’urna. Rimaste fuori sono state riconsegnate erroneamente ai nuovi elettori. Un pasticcio della presidente di seggio, errore umano dovuto alle molte mansioni da svolgere e alla grande affluenza.

Nessun complotto, dunque, nessuna matita cancellabile, nessuna precompilazione. Solo l’espressione di una Crema democratica che ha detto forte e chiaro: ‘No’.

Ambra Bellandi

 

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