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Consiglio comunale,
al centro la surroga per
il Cda della Fondazione

Dopo oltre un mese dalla mancata approvazione del bilancio consuntivo della fondazione San Domenico, questa sera ci sarà il Consiglio comunale che, al secondo punto dell’ordine del giorno, prevede la  “Nomina in sostituzione di un rappresentante del Comune nel Consiglio di amministrazione della Fondazione”.

Tutto è iniziato il 5 ottobre, quando il bilancio presentato dal presidente Giuseppe Strada è stato bocciato a causa dell’astensione di Fausto Lazzari (espressione del Prc nel Cda) e dal voto contrario di Domenico Baronio (espressione M5S). I due hanno deciso di negare l’approvazione per motivazioni simili, ovvero la mancanza di collaborazione, che loro stessi hanno denunciato, da parte del presidente e la “gestione dispotica delle attività della Fondazione, senza mai mettere a conoscenza il Cda riguardo le decisioni”. Baronio aveva rincarato la dose, affermando che nel mese di luglio aveva chiesto, tramite lettera protocollata, copia dei contratti di insegnanti e direttori e del patrimonio della Fondazione. Richieste che, come ha detto il consigliere 5Stelle “non hanno mai avuto la benché minima risposta”. Lazzari, al termine di un Cda teso, aveva detto a Strada: “Se vuoi le mie dimissioni posso andarmene anche ora”. Il presidente aveva preso la palla al balzo e il giorno seguente Lazzari gli ha inviato una mail, seppur senza autografo, nella quale annunciava il proprio distacco dalla Fondazione.

Tre giorni dopo, l’8 ottobre, il sindaco Stefania Bonaldi, ha annunciato la surroga di Lazzari per far sì che la Fondazione potesse riprendere le proprie attività.

Sono seguiti giorni di prese di posizione, durante le quali tutte le parti politiche hanno espresso la propria opinione.

Il 27 ottobre il colpo di scena: Lazzari, sostenuto dal segretario cittadino di Rifondazione Giuseppe Bettenzoli, annuncia di voler ritirare le dimissioni che, secondo loro, non erano mai state formalizzate. Le forze di Centrodestra e il Movimento 5 Stelle, hanno chiesto a gran voce l’azzeramento totale del Cda, così da fare chiarezza su quanto stia accadendo internamente la Fondazione; nel frattempo nel Prc si è creata una profonda spaccatura, con Renato Stanghellini (capogruppo in Consiglio comunale) che ha definito “uno scherzo poco divertente” la messa in scena di Lazzari.

La Bonaldi, appoggiata da Sel, ha comunque deciso di procedere con la surroga, ritenendo valide le dimissioni del rappresentante di Rifonda.

Una vicenda che nel susseguirsi delle settimane ha preso sempre più una piega politica, che ha visto attacchi e accuse senza esclusione di colpi: i 5Stelle hanno protocollato un’interrogazione, allegando “per conoscenza” la Corte dei Conti, al fine di”avere risposte chiare” sulla gestione della Fondazione; il centrodestra ha accusato l’Amministrazione sottolineando a più riprese che “Il San Domenico è un’eccellenza cittadina e non merita di essere screditata in questo modo”, ma soprattutto che la Minoranza aveva “avvertito che la nomina di Strada non sarebbe stata una buona scelta e l’idea di affiancargli degli ‘esperti’ del settore culturale avrebbe portato a questo”.

Sel, con Franco Bordo in testa, ha appoggiato la Bonaldi per la surroga del professor Lazzari, proponendo al suo posto la stessa candidata dell’anno scorso: Letizia Guerini Rocco. Da qui il nuovo attacco del Prc e dei 5Stelle, che hanno accusato Sel di sostenere la sostituzione per interessi di parte.

Rifondazione comunista, avuta conoscenza dell’ordine del giorno del Consiglio di questa sera, ha chiesto ai propri rappresentanti di non votare la surroga, ma se Lucia Piloni ha detto che seguirà la linea del partito, Stanghellini ha già annunciato che voterà a favore.

E mentre la spaccatura nella Maggioranza si fa di giorno in giorno più evidente, il silenzio di Strada diventa assordante. E’ infatti l’unico che ancora non ha detto nulla pubblicamente. Ha da subito incontrato il sostegno dei consiglieri privati del Cda della Fondazione e, recentemente, quello della maggior parte degli insegnanti del Folcioni.

Non resta che attendere il Consiglio comunale, che sembra essere determinante per le alleanze e gli equilibri politici cittadini, anche, e forse soprattutto, in vista delle Amministrative della prossima primavera.

Ambra Bellandi

 

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