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Bando "caffè del museo":
la polemica continua e Coti
Zelati sporge denuncia

Il bando per la gestione del caffé del Museo continua a far discutere.

Meno di due settimane fa la polemica era stata sollevata dai consiglieri comunali di minoranza Laura Zanibelli (Ncd) e Antonio Agazzi (Servire il cittadino), che avevano fatto notare una “possibile irregolarità nel bando selezione per l’affidamento della gesione della caffetteria del Museo civico”. Secondo la Zanibelli “un consigliere di maggioranza avrebbe effettuato un sopralluogo al caffé al di fuori dei termini consentiti dal bando, individuati nei giorni compresi tra il 25 e il 29 luglio”. Dalle fonti della Zanibelli si sarebbe invece tenuta una “visita” alla caffetteria il giorno successivo alla pubblicazione del bando, ovvero il 12 luglio. “Un consigliere comunale non ha competenza tecnica e amministrativa, il sopralluogo non poteva essere fatto” aveva dichiarato poi il consigliere di Ncd, accusando la Giunta Bonaldi di “scarsa attenzione e trasparenza nel gestire la cosa pubblica”. E aveva poi chiesto al Sindaco di sospendere la procedura di gara.

Pur non avendo fatto la Zanibelli alcun nome, il consigliere di Sel Emanuele Coti Zelati, si è sentito chiamato in causa e ha immediatamente chiarito i fatti: “Ho accompagnato una persona rappresentante di una cooperativa a bere un succo di frutta al caffè del museo. Abbiamo fatto una rapido giro nei chiostri del San Domenico, non del bar, e sono stati chiesti alcuni chiarimenti sul bando alla Dirigente. La cooperativa avrebbe potuto ritenersi interessata al bando ma non è stato così, per ragioni interne che ovviamente non conosco, al punto che non ha nemmeno partecipato al sopralluogo obbligatorio per concorrere” e ha proseguito sottolineando che a seguito dei sopralluoghi “viene rilasciata una  certifcoti zelatiicazione ufficiale da parte del personale preposto. Niente di tutto questo è avvenuto e pertanto non c’è stato alcun sopralluogo. La procedura di gara si svolge su Sintel, il portale di Regione Lombardia che non lascia spazio a niente che non sia assolutamente lecito”. Il consigliere di Sel ha poi risposto direttamente alla Zanibelli e Agazzi, accusandoli di non sapere più “quali pesci pigliare. E prendono granchi. In questi giorni, complice il web, si sta dicendo di tutto e di più: sia chiaro che non esiterò a procedere per decise vie legali qualora venga oltrepassato il limite della critica politica e sia, in un qualsiasi modo, leso il mio buon nome.”

E il contrattacco del consigliere di Ncd a Coti Zelati non si è certo fatto attendere: “Sulla vicenda del bando di gara per la gestione del caffè se ne apprendono ora di nuove a mezzo stampa: il consigliere di Sel, da me non interpellato, pensa bene di intervenire, ma l’interrogazione è rivolta al sindaco, è lei che deve verificare e garantire la buona amministrazione – e ha proseguito –  il consigliere Coti Zelati dichiara di sapere già, con il bando ancora in corso, che la cooperativa da lui accompagnata non si è iscritta al sopralluogo regolare e non parteciperà al bando. Questo non toglie nulla ai fatti antecedenti. Inoltre si apprende dalla dichiarazione che abbiano chiesto alcuni chiarimenti anche allo staff tecnico (‘dirigente’ è scritto), che normalmente non sta al caffè o nei chiostri. Non ci sono altri commenti, in attesa della risposta del sindaco.”

Nel frattempo a confermare il nome del consigliere di maggioranza ci ha pensato Antonio Agazzi, che, sia durante il Consiglio Comunale del 26 luglio, sia sui social network ha dichiarato: “Era Coti Zelati, tanto per non fare nomiagazziii. Si è presentato al bar accompagnando due rappresentanti di una cooperativa milanese per un sopralluogo, ponendo domande precise sul servizio, persino sull’entità del fatturato – e ha proseguito – Solo una caduta di stile o anche un evidente mancato rispetto del bando da parte dell’ex ‘paladino della legalità’? Oltre al problema delle date, va sottolineato che la prenotazione del sopralluogo va fatta per via telematica. Inoltre – ha chiosato Agazzi – è chiaro che esiste una cooperativa che, in un giorno, ha avuto la possibilità di conoscere i termini del bando e concordare ed effettuare una visita al bar, accompagnata dal consigliere sopra citato. La Giunta della trasparenza proclamata ma non praticata sospenderà il bando?”

E mentre la minoranza attende pazientemente la risposta di Stefania Bonaldi, Coti Zelati si attiva per vie legali, come già anticipato, depositando una querela: “In seguito alla polemica relativa al bando caffè del Museo mi sono, mio malgrado, trovato nella condizione di dover difendere il mio buon nome a fronte di insulti e atti, a mio avviso, ben oltre la critica politica e sconfinanti nella diffamazione, avvenuta anche via social network. Per le ragioni sopra esposte, ho provveduto a depositare una denuncia-querela nei confronti di alcune persone”.

Ambra Bellandi

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