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Stazione, via libera alla riqualificazione

Prima il passaggio in sala dei Ricevimenti, con il plauso dell’assessore regionale Sorte; poi la gimcana in sala degli Ostaggi, sotto il fuoco delle minoranze. È stato approvato ieri in Consiglio comunale l’accordo per la riqualificazione dell’area della stazione. All’entusiasmo della maggioranza ha fatto da contraltare le critiche della minoranza, che tuttavia non ha bocciato con nettezza il progetto: il verdetto recita 16 voti a favore, 2 astensioni (Forza Italia e Ncd) e 2 contrari (Movimento 5 Stelle).

La seduta di giovedì 23 giugno si è aperta con il benvenuto al nuovo consigliere Lucia Piloni. Subentrata a Camillo Sartori, siederà al banco della maggioranza per Rifondazione Comunista. “È un Consiglio molto plurale e ricco – ha detto Piloni – e dove c’è pluralità c’è ricchezza di pensieri. Penso di essere in un posto perfetto per poter esprimere il mio pensiero. In una sala dove il pluralismo può generare dibattiti sinceri, anche accesi, ma senza grossi conflitti, credo si possa instaurare il dialogo per la comunità di crema”.

Pluralità di visioni che non è venuta meno ieri sera. Se l’assessore Bergamaschi, durante l’illustrazione, ha parlato di “un accordo di portata eccezionale”, il Movimento 5 Stelle ha preferito concentrarsi sul sottopasso veicolare del viale di Santa Maria: “quello che si è capito – ha commentato Alessandro Boldi, il capogruppo – è che anche questa amministrazione non lo farà. Era una delle vostre priorità come amministrazione, invece continuerà ad esserlo anche per le amministrazioni future”. Ha sparato a zero anche Simone Beretta (Forza Italia): riferendosi a Crema 2020 – il lotto 1 del progetto – ha criticato l’amministrazione per aver speso “un sacco di soldi per la sistemazione di 10 pullman, un’operazione che in termini ambientali non ha nessun valore aggiunto”.

A difesa del progetto di riqualificazione è intervenuta Livia Severgnini: “dà una visione complessiva della città che immaginiamo – ha specificato – e definisce gli step finanziari e di completamento. La realizzazione del sottopasso ciclopedonale, poi, valorizzerà ancora di più il viale di Santa Maria, il cui valore è stato riconosciuto anche dalla Sovrintendenza”. Dello stesso avviso anche Sebastiano Guerini (Patto civico): “è un progetto qualificante per la città”. Quanto alla critica dei 5 Stelle, preoccupati per il fatto che il progetto del sottopasso vincolerà l’area negli anni a venire, ha completato Guerini: “non potevamo congelare le scelte che pian piano si riescono ad approntare solo per evitare di essere accusati di utilizzare il tempo che abbiamo a disposizione”.

Contro la strategicità del piano di interventi si è schierata Laura Zanibelli, capogruppo Ncd, osservando come “nessuno abbia partecipato alla redazione del progetto”. Per Christian Di Feo, poi, “solamente il lotto 1 può essere definito un progetto, mentre il resto è un’idea”. Diametralmente opposta la valutazione di Emanuele Coti Zelati (SeL): “questo progetto mi piace molto perché per la prima volta sul tema si osserva una visione strategica complessiva di medio-lungo termine, un pezzo di respiro mancato a tutti i tentativi di progetto che in precedenza si sono interessati a quell’area”. Anche Gianluca Giossi, capogruppo Pd, si è detto soddisfatto: “il dato di fondo è che da vent’anni se ne parla e finalmente una soluzione inizia a prendere corpo”.

Infine, non sono mancate le repliche alle critiche della minoranza. Non ha utilizzato mezzi termini Teresa Caso (Pd): “Quando sento dire che questo progetto è stato fatto in vista delle elezioni, penso che o si è sprovveduti o maledettamente in mala fede: tutti sappiamo bene che un progetto così è frutto di un lavoro di mesi. Poi, quanto al fatto che sia vincolante, è ovvio che lo sia, perché qualsiasi visione è vincolante, così come lo sono state le scelte che non erano sostenute da una visione d’insieme. È il caso del sottopasso di via Indipendenza – ha concluso – che ha condizionato la viabilità senza risolvere problematiche dell’area”.

Stefano Zaninelli

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