Commenta

KremaKollettiva: 20
artisti internazionali alla
ricerca del Gergo Laconico

Alec Von Bargen (foto © Alec Von Bargen)

“Da quando essere artista non è più divertente? Perché non riusciamo più a giocare?”. Alec Von Bargen è un artista, viene dagli Stati Uniti. Se percorrete a naso in giù la Walk of fame di Città del Messico troverete anche la sua stella. Lavora nel mondo del cinema – nel 2000 è apparso sul grande schermo con Beat, di Gary Walkow – nella fotografia e a teatro, ed è un affermato artista visuale con all’attivo esibizioni persino alla Biennale di Venezia. Attualmente si divide tra Messico e Italia, tra Akumal e Crema. E proprio qui, domani, presenterà il suo progetto KremaKollettiva.

Il concetto, liofilizzato, è più o meno questo: ogni due anni, per tre giorni, artisti e creativi internazionali si raduneranno a Crema per discutere, condividere, ispirare e creare. L’edizione 2016 si svolgerà dal 20 al 23 maggio al teatro San Domenico e chiamerà a raccolta una ventina di grandi talenti mondiali. Tra questi Ewa Puszczyńska, produttrice del film premio Oscar Ida (2015), Marina Fomenko, direttrice del festival internazionale di videoart Magmart, Savina Neirotti, tra gli ideatori del TorinoFilmLab, lo scultore Sandro Del Pistoia, l’attrice Messicana Jana Raluy, l’artista Luca Bray.

Crema, il teatro San Domenico

Crema, il teatro San Domenico

Il titolo di quest’anno è Gergo Laconico:  “è un linguaggio conciso – spiega Alec – una forma di comunicazione utilizzata da un gruppo specifico di persone, che si rifanno ad un discorso il più preciso e controllato possibile. Non ammette fronzoli, niente girotondi: va dritto al punto, con chiarezza”. Da qui parte KremaKollettiva, per “cercare di codificare il dialogo dei creativi in un linguaggio universale, al fine di presentare il loro lavoro a un pubblico mondiale”.

Alla prima fase di contaminazione, collaborazione, scambio e networking tra gli artisti coinvolti, ne seguirà una seconda, dove il direttore artistico sarà chiamato a visitare ciascun artista nella sua città, per acquisire informazioni sugli spazi e gli studi. Si tratta di un processo volto alla documentazione della carriera di ognuno dei partecipanti a KremaKollettiva, strettamente correlato alla terza fase: la pubblicazione di un libro che riproponga tutti le produzioni, oltre all’inaugurazione della mostra collettiva finale.

Nella foto, l'artista Luca Bray

Nella foto, l’artista Luca Bray

Ciò che guida KremaKollettiva non è solo un amore sconfinato per l’arte. Il progetto nasce in un momento particolare, contraddistinto, osserva Alec, “dalla mancanza generale di umanità nel mondo multi-miliardario dell’arte, dalla sovra-intellettualizzazione di tutto ciò che concerne all’arte, dal terrificante individualismo nel processo creativo dell’artista a livello mondiale”. È una sorta di rivalsa: pone al centro del processo la dimensione collettiva – come s’intende dal nome del progetto –, il rapporto tra gli artisti nella produzione creativa.

Ma c’è dell’altro. Oltre alla sottile battaglia all’individualismo, KremaKollettiva fa delle influenze sociali e culturali precondizioni quasi necessarie alla produzione artistica: “desidero costantemente che ogni mia crescita artistica derivi principalmente da qualche collaborazione creativa. Ho sempre invitato altri artisti ad essere parte del mio dialogo; con KremaKollettiva volevo stabilire qualcosa che potesse andare oltre, qualcosa senza limiti, che potesse essere documentata per lasciare una traccia importante nella storia. Volevo invitare ai miei amici a giocare”.

La produttrice cinematografica Ewa Puszczyńska

La produttrice cinematografica Ewa Puszczyńska

A Crema il lavoro si svolgerà a porte chiuse: “l’idea – puntualizza Alec – è di non far diventare il lavoro uno spettacolo”. Due le iniziative aperte al pubblico: venerdì 20 maggio, alle ore 20.30, la proiezione del film Ida, con la produttrice Ewa Puszczyńska; sabato, alle ore 20.30, verrà invece proiettato Aferim!: sarà la prima proiezione nazionale del film vincitore dell’Orso d’argento alla regia (Radu Jude) al Festival di Berlino del 2015.

Quanto alla scelta di Crema, il direttore di KremaKollettiva spiega che “è una città non solo bella di suo, ma dotata di storia, di architettura e dell’ispirazione necessaria che serve per creare. La mia intenzione con KremaKollettiva è far diventare Crema un luogo città importante per la storia dell’arte contemporanea. Invitando menti brillanti da tutto il mondo, oltreché coinvolgendo quelle del Cremasco, possiamo creare un gergo nostro in grado di lasciare un’impronta indelebile nel dibattito artistico del nostro secolo”.

E in futuro? Qual è l’orizzonte di KremaKollettiva? Come spiega Alec, l’unico elemento che cambierà sicuramente ad ogni edizione sarà il direttore artistico. “Per questo progetto ho ricevuto offerte da sponsor internazionali – conclude – ma ho preferito mantenere l’idea della collettività e della partecipazione locale, così il progetto rimane totalmente della zona, per la zona”.

Stefano Zaninelli

© Riproduzione riservata
Commenti