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Cremasco e Lodigiano: “due periferie per una centralità”

Al centro della foto il sindaco Antonio Grassi

Di area vasta si parla tanto ma si sa poco: a mettere in guardia dai rischi che la situazione implica è Antonio Grassi, sindaco di Casale Cremasco Vidolasco. Del nuovo assetto gli enti locali se ne parla, si disegna e si immagina, ma la nuova impostazione dovrà prima passare indenne il test del referendum costituzionale. Gran parte di ciò che si sa oggi è che ancora regna una grande confusione, terreno fertile per facili proclami. Dunque, che fare?

“Se è vero che i confini dell’Area vasta non sono ancora stati tracciati – dettaglia Grassi – se è vero che il Cremasco è un’Area omogenea per una serie di motivi che in questi mesi sono stati ripetuti fino alla nausea; se è vero che prossimamente l’ex Provincia di Cremona istituzionalizzerà questa specificità del nostro territorio; se è vero che Lodi e il Lodigiano sono disposti a oltrepassare la barriera dell’Adda e a dialogare con gli abitanti in riva a Serio, allora è il momento di cercare di lottare – pazienza se il concetto è desueto – per non permettere che il Cremasco finisca in soffitta o in cantina con nessuna possibilità che un principe azzurro lo liberi”.
La soluzione individuata è quella della sinergia con il territorio lodigiano. Diverse e numerose le occasioni in cui i sindaci si sono espressi a favore di questa impostazione. “Due periferie per fare una centralità, questo è l’obiettivo – aggiunge il primo cittadino – Cremasco e Lodigiano insieme per contare nel futuro assetto territoriale della Lombardia. Per costituire un’Area vasta autonoma sganciata dalla metropoli (vale per il Lodigiano) e da Mantova (vale per il Cremasco). Due poveri non fanno un ricco, ma due debolezze possono produrre una forza”.
Il Cremasco è un punto di forza dell’ex provincia, ma rimanendo con Cremona – dunque con Mantova – diventerebbe ancor più periferia di quanto già non fosse. “Non resta che una soluzione – conclude Grassi – unire due periferie per fare una centralità. Si può. Basta crederci e guardare oltre il proprio ombelico. Siamo un esercito di sognatori, per questo siamo invincibili. O no?”.

[L’intervento completo di Grassi]

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