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L'Area omogenea cremasca pronta al test provinciale

Un momento dell'incontro

Si è riunito ieri il coordinamento dei sindaci dell’Area omogenea cremasca. Durante l’incontro è stato definito il documento che verrà presentato alla prossima assemblea dei sindaci – prevista il 15 aprile. L’atto verrà poi inviato al Consiglio provinciale, perché possa formalizzare l’istituzione dell’Area omogenea del Cremasco. Il tutto da far deliberare – questo l’auspicio degli estensori – entro il 22 aprile, data del primo tavolo di lavoro tra Regione e territori per la definizione delle aree vaste.

Nel dettaglio, ciò che i sindaci chiedono al consiglio provinciale è di “riconoscere l’Area Omogenea Cremasca, costituita dai Comuni aderenti (42 ad oggi, nda) ed eventualmente allargata a quei Comuni territorialmente contigui che successivamente decidessero di aderire al percorso”, e di chiedere formalmente a Regione Lombardia di “tenere nella dovuta considerazione la richiesta formulata dal Territorio Cremasco” nel ridisegno degli enti locali di secondo livello.

Il documento si configura dunque come il primo passo verso la richiesta di riconoscimento, una delle prime azioni per incidere maggiormente a livello provinciale. L’esigenza di istituirsi formalmente era poi stata manifestata nell’incontro tra il consigliere regionale Agostino Alloni e gli amministratori e i soggetti economici del Cremasco. Proposta accolta e portata direttamente al coordinamento dei sindaci, che nel’incontro di ieri ha dato piena concretizzazione alla richiesta.

Con l’approvazione del documento il Consiglio provinciale delegherebbe all’area omogenea diverse funzioni, dal coordinamento dei servizi pubblici a quello amministrativo, riconoscendo che al ridimensionamento delle province – o enti di area vasta – si dovrebbe accompagnare un maggiore “protagonismo degli Enti Locali dal basso, e spingere perché in maniera più strutturata e unitaria ci si confronti sulle partite sovra comunali che vedano le aree omogenee quale luogo politico di eccellenza dove definire e condividere le scelte strategiche per le politiche territoriali”.

“Il riconoscimento dell’Area omogenea cremasca – commentano i sindaci del coordinamento – permetterà di sedersi ai tavoli istituzionali e di interloquire con pari dignità con i soggetti impegnati nel definire il nuovo assetto del territorio lombardo. Inoltre tale riconoscimento aprirà una nuova fase nel percorso intrapreso. Permetterà, infatti, di passare da un momento teorico ad uno più pratico con l’assunzione di proposte operative ed iniziative che assumono carattere di ufficialità e una valenza politica di maggiore peso”.

[Il documento integrale]

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