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Forze dell’ordine
allo Sraffa, “attenzione
mediatica massiccia”

“L’operazione di giovedì 4 febbraio si inserisce nelle attività che hanno visto interessati anche altri istituti, e testimonia l’attenzione delle forze dell’ordine nel controllo del territorio e nella prevenzioni di certi comportamenti da parte dei giovani”. Così i referenti dell’istituto Piero Sraffa, dove un paio di giorni fa 6 ragazzi sono stati trovati in possesso di sostanze stupefacenti e segnalati alla Prefettura quali assuntori.

Da tempo l’istituto Sraffa collabora con le forze dell’ordine: lo ha fatto durante l’anno con le conferenze a beneficio degli studenti e sottoscrivendo il protocollo Scuola spazio di legalità, promosso dalla Prefettura di Cremona, in collaborazione con le Forze dell’Ordine, Polizia Locale, dipartimento Dipendenze dell’ex ASL di Cremona e dall’Ufficio scolastico provinciale.
Quanto accaduto allo Sraffa – ricordano i referenti – in passato ha coinvolto altri istituti cittadini. “Eppure – commenta Ernesto Abbà, dirigente scolastico – stupisce, ancora una volta, come l’attenzione verso il nostro istituto da parte di tanti organi d’informazione sia così massiccia, mentre in casi analoghi con protagonisti altri istituti cittadini, invece non si legge nulla. Noi, continuiamo nella nostra collaborazione con tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio, perché lo riteniamo fondamentale al fine di promuovere e favorire la crescita complessiva dei nostri studenti: una crescita umana, come cittadini, prima ancora che come professionisti dei vari indirizzi presenti nella nostra scuola. Crediamo che sia indispensabile una buona comunicazione e riteniamo altrettanto fondamentale l’opera dei vari organi di informazione. Lungi da me l’intento di sindacare sulle scelte editoriali di questa o quella testata, mi permetto solo di sottolineare che il nostro istituto sta cercando di portare avanti tanti progetti, con la passione e l’impegno di tanti ragazzi e di tanti docenti, mortificati spesso da come il nome dello Sraffa viene ad essere trattato. Dispiace, dispiace prima di tutto per coloro che scelgono di frequentare questo istituto, per le loro famiglie e anche per il personale che qui presta la propria opera. Applichiamo con serietà e puntualità quanto previsto dai regolamenti scolastici e non mancano i provvedimenti disciplinari, per coloro che si rendono protagonisti di eventuali fatti degni di essere sanzionati adeguatamente”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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