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Ex scuola di CL, SeL:
“responsabilità della
scorsa amministrazione”

Nella foto: Emanuele Coti Zelati, Franco Bordo, Attilio Galmozzi, Agnese Gramignoli.

“L’ex maggioranza di centrodestra, guidata dalla giunta Bruttomesso, ha tentato di addossare all’amministrazione Ceravolo la responsabilità della ex scuola di CL. Un tentativo goffissimo, ancor di più alla luce dei documenti (entrambi in allegato all’articolo) che abbiamo recuperato”. Così Attilio Galmozzi, assessore all’Istruzione, ha introdotto la conferenza stampa tenuta stamani presso la sede di Sinistra, ecologia e libertà di Crema, in merito alla richiesta di Regione Lombardia di riscossione del credito per l’ex scuola di CL.

I DOCUMENTI – Il primo documento è la lettera dalla Fondazione Charis al Comune di Crema, del 18 marzo 2008. Il secondo è la lettera dell’ex sindaco Bruno Bruttomesso all’area Affari generali della Regione – del 26 marzo 2008 – in cui chiede di inserire nell’elenco delle opere da finanziare due interventi: la costruzione della Zona polifunzionale nell’area Cascina Valcarenga e il restauro dell’edificio Paola di Rosa all’interno delle ex Ancelle. Nella missiva viene specificato come gli interventi alla scuole primarie di Santa Maria, Ombriano e Braguti, oltre alla scuola dell’infanzia e primaria dei Sabbioni “non risultano più prioritari e non avrebbero comunque la possibilità di essere da voi finanziati nel prossimo biennio”.

RESPONSABILITÀ – “In barba al Piano delle opere pubbliche – ha spiegato Attilio Galmozzi – l’ex sindaco ha sacrificato importanti interventi di edilizia scolastica in cambio della richiesta di contribuzione di 1 milione di euro per realizzare il plesso scolastico in viale Europa. Tutto ciò a fronte di una richiesta, non obbligatoria, della Fondazione Charis per veicolare i fondi attraverso il Comune. Dunque, è aberrante pensare che la scuola Charis sia un prodotto del Pgt dell’amministrazione Ceravolo, che invece nell’area della Cascina Valcarenga prevedeva semplicemente un’area multifunzionale. Senza la richiesta ufficiale dell’ex sindaco non sarebbe sorto alcunché; non c’è più dubbio sulle parti da chiamare in causa nel caso Regione Lombardia volesse riscuotere il celebre milione di euro”.

SCELTA POLITICA – “Quanto di più grave – ha aggiunto Franco Bordo, deputato di Sinistra Italiana – è che la lettera di un sindaco a un dirigente regionale abbia scavalcato una deliberazione istituzionale (il Piano delle opere pubbliche, nda) assunta dal Consiglio comunale, modificando le priorità del piano edilizio su cui si sarebbe basato il finanziamento regionale. Che si tratti di una scelta politica ben precisa lo si evince dalla lettera inviata dall’ex primo cittadino, a cui va aggiunto il mancato rispetto delle regole. Credo dunque che se Regione Lombardia persevererà nella richiesta di restituzione del debito, il nostro gruppo consiliare si attiverà presso la Regione stessa per chiedere come un deliberato istituzionale possa essere modificato da letterina”.

L’EREDITÀ – Secondo Emanuele Coti Zelati, consigliere comunale di SeL, “oltre allo scheletro di un ecomostro, il risultato più lampante è che 1 milione di euro di finanziamenti pubblici sono diventati privati. Questo, ancora una volta, in faccia alle decisioni assunte dal Consiglio comunale. Mi dovrebbe dunque spiegare chi lamenta deficit di democrazia nelle commissioni consiliari se in questo percorso invece non c’è stato. Oltre aver dato soldi a Comunione e Liberazione, ora rischiamo di dover pagare ancora”. D’accordo anche Agnese Gramignoli, coordinatrice del circolo cittadino di SeL, che  ha concluso: “ci ritroviamo con un ecomostro figlio di scelte scellerato e un debito da 1 milione di euro, mentre, nel frattempo, la Regione trattiene risorse che spetterebbero al Comune pur essendosi insinuata nel processo di liquidazione. Questa è l’eredità pesante della commistione tra politica e affarismo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Stefano Zaninelli

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