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Inaugurata Paullese tra Spino e Dovera
Torna l’idea di strada a pedaggio

foto Sessa

SPINO D’ADDA – Inaugurata in pompa magna la Paullese, tratto Dovera – Spino, con sindaci e autorità e taglio del nastro, anche se la strada aprirà nel pomeriggio, per quel che riguarda il tratto Spino  – Dovera e probabilmente domani per quanto riguarda la parte inversa, per la quale mancano alcune decine di metri di asfalto dopo il raccordo di Dovera. Il vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, ha ricordato brevemente che oggi è necessario valorizzare la natura e come sia necessario il lavoro per i giovani e le famiglie. “Invito le autorità – ha detto l’alto prelato – a vivere con responsabilità i propri compiti e a favorire il bene. Ogni via di comunicazione deve favorire il bene comune”. Il presidente della Provincia Vezzini ha ribadito che a Paullese si vuole fare tutta e ha ricordato il lavoro dei tecnici della Provincia, che hanno redatto il progetto. “Più strade – ha concluso Vezzini – significa più libertà di spostamento”. Poi c’è stato il taglio del nastro.

Il consigliere regionale Carlo Malvezzi

Per quanto riguarda i lavori per il nuovo ponte, il consigliere regionale Carlo Malvezzi ha fatto il punto della situazione: “Stiamo recuperando soldi dalle opere finanziate ma che non partiranno. A fine anno ritengo che avremo il necessario sia per la costruzione del nuovo ponte, sia per la parte milanese del tratto”.

Resta da capire come potrà essere resa più percorribile la Paullese anche nel tratto tra Cremona e  Spino, che presenta alcune strozzature oltre a quel che resta di obsoleto del tratto milanese. A margine dell’inaugurazione si è parlato della possibilità di un affidamento di lavori di riqualificazione in project financing, tramite cioè capitali privati che verranno remunerati nel corso degli anni mediante il pagamento di un pedaggio da parte degli utenti  della strada. La formula sarebbe però quella dell’autostrada ‘leggera’, quindi a tariffe ridimensionate: il pedaggio sarebbe dovuto solo da chi percorre l’intero tratto Spino – Cremona (o viceversa) e non per chi usufruisce delle entrate – uscite intermedie. Quindi, in pratica caselli solo a Spino e a Cremona, una modalità finora inedita. Si tratta di una prospettiva soltanto futuribile, che ricorda quella lanciata anni fa, durante la presidenza della Provincia di Massimiliano Salini, con l’affidamento ad Autostrade Centropadane dell’incarico di stilare un progetto di fattibilità.

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Queste le caratteristiche tecniche dell’intervento che va dal  17+400 al km 24+100. Lunghezza complessiva superstrada: circa 6,5 km – 3,5 Km in sede e 3 Km in variante (tangenziale Spino d’Adda); Lunghezza complessiva controstrade: 7 km. Comuni interssati:  Spino d’Adda, Dovera, Pandino. Opere d’arte maggiori e intersezioni: n.1 cavalcavia relativo all’intersezione a livelli sfalsati in località Spino est in cui la Paullese passa sotto e la S.P.n.91 scavalca;  n.2 rotatorie  relative all’intersezione a raso in località Spino ovest;  n.3 sottopassi, uno distante 300 m dal ponte sul fiume Adda, uno in località Barbuzzera e uno ciclabile in località Madonna del Bosco.

La nuova viabilità, per quanto riguarda l’arteria principale di lunghezza di circa 7 Km, è costituita da una strada a due corsie per senso di marcia a carreggiate separate da uno spartitraffico centrale in new-jersey in calcestruzzo. Ogni carreggiata è composta da due corsie di larghezza pari a 3,75 m, da una banchina destra bitumata di larghezza pari a 1 m e da una banchina bitumata sinistra di larghezza pari a 1,9 m. La viabilità secondaria, di lunghezza complessiva di circa 7 Km, è costituita da strade di arroccamento ad unica carreggiata con una corsia per senso di marcia di larghezza pari a 3 m oltre a due banchine bitumate di larghezza pari ad 1 m ciascuna .Costo attuale: 44,2 milioni di euro. Finanziamento: Regione Lombardia (41,101 milioni), Provincia di Cremona (3,099 milioni). Soggetto attuatore: Provincia di Cremona. Impresa appaltatrice: ATI Carron/Vezzola. Tempi di esecuzione: 690 giorni.

Al termine ella cerimonia c’è stato anche chi contesta. C’era la presenza di esponenti spinesi del comitato No cemento e anche il deputato di Sel Franco Bordo ha avuto da dire qualcosa: “E’ stato, complessivamente, un momento positivo: infatti l’opera, necessariamente con i limiti che sono ormai acclarati per un’infrastruttura per il trasporto su gomma, è stata concepita per essere il meno impattante possibile, cercando, per quanto possibile, di limitare il comunque considerevole consumo di suolo. La mattinata è stata positiva fino al momento dell’inascoltabile intervento dell’Assessore Regionale alle infrastrutture e alla mobilità Sorte che, evidentemente, non ha minimamente a cuore l’ecologia e tantomeno i clamorosi disservizi dei treni pendolari; infatti Sorte ha pensato bene di dichiarare che “​la costruzione delle strade e sinonimo di libertà e la Regione Lombardia ha quindi imboccato con convinzione questa strada”. Un modo, persino poco elegante e poco lungimirante, di schiaffeggiare tutti i pendolari e per chiarire senza mezzi termini l’assurda posizione di Regione Lombardia: nessuna vera prospettiva di miglioramento per chi viaggia in treno. Perché il “buon” Sorte non decide di muoversi solo con i treni? Perché da domani, per un mese, non decide di fare il pendolare? In molti saremmo disposti ad accompagnarlo!”.

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