Cronaca
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Delitto Angelo Ogliari
Secondo processo d’appello

In prima pagina Angelo Ogliari con Cinzia Fontana, Borghetti, Bruttomesso e Torchio in una manifestazione per riavere la figlia Diana

Qui sopra, Giorgio Portera, dei Ris di Parma e il pm Raffaele Pesiri

Nell’articolo, la moglie separata Jolanta Lewandowska, sul banco degli imputati

CREMA – Domattina alle 9 nella seconda sezione della corte d’assise d’Appello del tribunale di Milano è in programma il processo per l’assassinio di Angelo Ogliari, il venditore di auto di Cremosano ammazzato nella notte del 31 ottobre nella sua villetta da mani sin qui sconosciute. Il secondo appello è stato ordinato dalla corte di Cassazione che ha esaminato gli atti e dopo che due tribunali, quello di Crema e di Brescia, avevano mandato assolti per mancanza di prove i due imputati: la moglie separata del cremasco, Jolanta Lewandowska e il suo convivente, Edgar Fagraldines. Nell’aula del tribunale di Milano entreranno gli avvocati difensori, Elisa e Martino Boschiroli e il procuratore capo, che sosterrà l’accusa. Non ci sarà, invece, l’avvocata Laura Oliari, che ha difeso gli interessi, insieme al collega Oreste Riboli, della famiglia Ogliari. Nello scorso mese di novembre, infatti, è venuta a mancata la sorellastra di Angelo e la restante parte della famiglia ha convenuto di non presentarsi più come parte civile. Nella sentenza della corte di Cassazione, che ha ordinato il rifacimento del processo d’appello, si legge chiaramente che i numerosi indizi che parlano a sfavore dei due imputati non sono stati considerati nel loro insieme e si ordinano nuove indagini. Per questo motivo domani mattina il procuratore capo potrebbe anche chiedere un rinvio del dibattimento per ottemperare all’ordine della Cassazione, ma potrebbe anche decidere di esporre la sua prolusione e le sue conclusioni, aprendo la porta alla sentenza. Sempre secondo la Cassazione, il delitto Ogliari va letto sotto un punto di vista che i due tribunali precedenti non hanno fatto. E’ necessario legare insieme i numerosi indizi che portano a considerare il delitto sotto una luce diversa: i pedinamenti, il grosso scontro per la figlia, l’insistenza di Ogliari a riprendersi la bambina (che quest’anno compirà quindici anni), come la legge gli consentiva, la testimonianza del vicino sulla notte precedente al delitto, l’impronta di piede e altro ancora. Ricordiamo anche che sulla scena del delitto ci furono ritardi incomprensibili e che le indagini non approdarono a molto, sempre a causa di questi ritardi. I due imputati stavano arrivando in Polonia quando venne scoperto il cadavere di Ogliari; non ci fu rogatoria internazionale per un interrogatorio immediato e l’esame dei due sospettati che venne fatto tre mesi più tardi e i Ris vennero incaricati delle indagini sulla scena del delitto solo 11 mesi più tardi. A Cremosano venne il tenente Giorgio Portera, che poi si dimise e venne incaricato degli accertamenti per il delitto di Yara Gambirasio. Tutto questo non ha di certo agevolato le indagini e ha dato una grossa mano per l’assoluzione. Anche la scelta giuridica degli avvocati della difesa Elisa e Martino Boschiroli si è dimostrata vincente, non sfidando una giuria, ma scegliendo il rito abbreviato davanti al giudice monocratico a Crema e ottenendo l’assoluzione, ribadita anche a Brescia in appello, sempre davanti al giudice unico. Domattina, dunque, comincia il quarto processo che, comunque vada, di certo non sarà l’ultimo.

Pier Giorgio Ruggeri

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