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Scandalo dei vigili assenteisti
Da noi non succede

CREMA – Ha suscitato grande clamore lo scandalo dei vigili urbani di Roma assenteisti per l’ultimo dell’anno: 83.5%! Nelle ultime ore qualcuno sta cercando di ridimensionare numeri e (mis)fatti, cercando di attenuare i numeri e di modificare la situazione, cercando anche altre responsabilità. Ma dalle nostre parti, com’è la situazione? Ce lo dice Mauro Tresoldi, sindacalista della Cisl, segretario territoriale della funzione pubblica.

Vorrei intervenire dando un piccolo contributo nella vastissima discussione, talvolta dai toni accesi ed impropri, riferita alla vicenda delle assenze dei vigili di Roma.

Premetto che non voglio assolutamente occuparmi del caso specifico, di cui sono investiti i colleghi della zona. Piuttosto, poiché non si è persa l’occasione di generalizzare per sparare sempre sui dipendenti pubblici, vorrei chiarire alcuni aspetti importanti. La polizia locale, specie nelle nostre realtà costituite di minuscoli Comuni, è chiamata a svolgere compiti di ogni genere. I Sindaci generalmente vogliono la presenza della polizia locale in ogni angolo del paese, ad ogni ora, la vogliono presente alle manifestazioni, ai funerali, alle cerimonie. Poi, se possibile, gli stessi devono eseguire il servizio lavaggio strade per multare le auto in sosta, controllare i mercati, verificare le residenze, i cantieri, qualcuno “deve” guidare pure lo scuolabus….Mi fermo. E lo faccio perché nel migliore dei casi il numero degli addetti a tali mansioni è non solo insufficiente ma talvolta palesemente impossibilitato a svolgere tutti i compiti in orario di lavoro che, ricordiamo, è lo stesso di tutti gli altri dipendenti. Si ricorre allora allo stratagemma degli straordinari, dei progetti: tutte alchimie che evidenziano una carenza ed una impossibilità organizzativa di tutto il settore. Ci sono poi le gestioni associate, che certo non moltiplicano il numero dei dipendenti ma sicuramente ampliano il territorio di competenza, dando un servizio inferiore e non certo migliore, che non soddisfa i cittadini ma crea solo ulteriori disagi. Per non parlare dei costi: lo straordinario è un costo, il progetto è un costo.

Allora perché i Sindaci fanno finta di non sapere queste cose? Perché si pretende dalla Polizia Locale una presenza, un servizio che oggi non può più essere immaginato come anni fa? Si fa presto a dire che i Comuni devono risparmiare…E i servizi al cittadino come li possiamo dare senza le risorse umane? E senza i fondi necessari? I comuni non possono assumere, chi va in pensione non può più essere reintegrato se non in minima parte: i cittadini devono sapere queste cose, e devono sapere che una persona, un lavoratore ha doveri e diritti, fra i quali ahimè(!)  le ferie, i permessi, le malattie. Non sono certo io il difensore degli indifendibili, e ne ho data ampia dimostrazione nella vicenda triste dei Benefattori Cremaschi, dove una dipendente è stata licenziata per aver abusato impropriamente dei permessi per la legge 104. Giusto. Sono altri che difendono l’impossibile. Sono altri che sono rimasti legati a logiche vecchie e corporative. Da sempre la Cisl vuole stare al passo con i tempi che cambiano. Da sempre sostengo che ci vuole un grandissimo cambiamento nella gestione del pubblico impiego. Troppo facile però sparare nel mucchio e generalizzare: tutti fannulloni i dipendenti pubblici, quindi eliminiamoli. Certo questo è facile: meno facile è rivedere magari le posizioni delle migliaia di dirigenti super pagati, o le migliaia di incarichi e consulenze di cui anche i nostri Comuni sono pieni. Ma di cui i Sindaci, i direttori generali non vogliono privarsene. Una riorganizzazione del lavoro pubblico serve, non un taglio con il machete e una benda sugli occhi, indiscriminato. E poi finiamola di addossare colpe ai dipendenti pubblici: non sono loro la rovina della Nazione. Non sono quelli i numeri della vergogna. Guardiamo in altri campi….guardiamo i costi della politica magari, guardiamo i grandi scempi nelle opere che si sono fatte in tutti questi anni, dove imprenditori senza scrupoli si sono arricchiti alle spalle dei lavoratori e dei cittadini.

Per quanto possa servire, la Cisl, il sottoscritto, si sta adoperando sul nostro territorio per aprire confronti seri con le amministrazioni, per cercare di riorganizzare al meglio, utilizzando le risorse che ci sono siano esse economiche che fisiche, per poter affrontare questa enorme crisi.

Devo dire però che ci sono chiusure  insormontabili da parte di molti amministratori. E non ne capisco il motivo, così come non capisco il motivo per cui alcuni sindacati facciano di tutto per creare ancora più ansie e incertezze di quelle che realmente ci siano. Non è creando il caos, la caciara che si risolvono i problemi. Costa molta più fatica sedersi ad un tavolo e ragionare piuttosto che gridare vecchi slogan di vecchie ideologie. Se non siamo noi a guidare il cambiamento ne verremo schiacciati e non potremo nemmeno incidere nella costruzione di nuovi assetti e nuove metodologie di organizzazione del lavoro.

Rispetto per i lavoratori, rispetto per i cittadini ma grande fermezza contro chi non ci consentirà di sederci ai tavoli per portare i nostri contributi, le nostre idee e le nostre richieste.

Una posizione che manterrò sempre.

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