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Resa dei conti in maggioranza
Le vicende No Tav e Foibe
scuotono il centrosinistra
Bonaldi: “Pronta a farmi da parte”

Verifica. Questo chiede il sindaco Stefania Bonaldi alla sua maggioranza. Anche se quello che si prospetta sembra più una resa dei conti.

Da una parte il sindaco che con una lettera a consiglieri, segretari e assessori chiede il punto delle intenzioni, una verifica di adesione a quello che chiama “progetto progressista che abbiamo offerto alla città”, e una divisione tra i ruoli partitici e amministrativi di ognuno.
Dall’altra c’è chi, invece, come Sel, le chiede di fare autocritica e chiede al Pd maggiore intervento su questioni e ruoli amministrativi. O come Rifondazione che serra i ranghi intorno ai suoi due esponenti finiti sul banco degli imputati: Paola Vailati e Camillo Sartori.

Scossoni, grandi, quindi in maggioranza, Rifondazione nella bufera, e un sindaco che si dice “pronta a farsi da parte” nel caso non vedrà “emergere una nuova passione verso il grave impegno che ci siamo assunti. Mi sento onorata di essere il sindaco di Crema, ma non proseguirò a qualsiasi costo”.

La vicenda del pranzo ‘No Tav’ a cui ha preso parte l’assessore Vailati e le parole pronunciate dal neo-consigliere Sartori al momento del suo insediamento contro il “giorno del Ricordo” del 10 febbraio dedicato alla tragedia delle Foibe, hanno riportato in superficie le fratture, grandi o piccole, all’interno del gruppo di maggioranza che sostiene il sindaco Stefania Bonaldi.

Fratture legate a quello che il sindaco definisce “ultimi incidenti”, cioè le posizioni radicali di Rifondazione Comunista, che il primo cittadino richiama all’ordine, dopo appunto le vicende che hanno mostrato il fianco debole alle opposizioni, – e alla stampa secondo Bonaldi – le quali hanno colto la palla al balzo mettendole subito in evidenza.

E queste posizioni radicali secondo il sindaco non sarebbero per nulla gradite ai cittadini. “Abbiamo una cittadinanza che ci percepisce troppo ideologizzati e poco pratici, soprattutto dopo gli ultimi incidenti. Rifiuto di accettare questo stato di cose, e non lo accetterò un minuto di più, la mia pazienza si è esaurita, per questo pretendo una verifica urgente di maggioranza, che risolva in modo radicale i nodi”. Non ha digerito Stefania Bonaldi quella che definisce “la vocazione, ostinata e senza tregua, all’autolesionismo mediatico, con tutte le conseguenze, pratiche, praticissime che questo comporta”. Atteggiamenti che di fatto potrebbero segnare la strada verso il declino e alla non riconferma, tra tre anni, del centrosinistra. Per cui, se la maggioranza vuole continuare il sindaco è perentorio: ideologie da una parte e operato amministrativo dall’altra.

Si profila, quindi, una mattinata difficile quella di domani in comune, con un confronto serrato che vede chiaramente Rifondazione chiudere le file a difesa dei due esponenti, ma allo stesso modo pronta a rimanere e lavorare ancora in maggioranza. “Noi difendiamo l’operato di Paola e Camillo, non possiamo dimenticare i nostri principi che hanno certamente ricadute anche sul locale. La loro è e resta la posizione del partito”, esordisce Mario Lottaroli, capogruppo di Rifondazione comunista, pronta a restare in maggioranza a discutere di programma chiedendo l’attuazione di un progetto per la Pierina, un bilancio realmente partecipato e maggiore attenzione al sociale e alla cultura. “L’assessorato di Paola ha solo 50mila euro e sono pochi per la cultura”.

Ma come detto non solo Rifondazione, ma anche Sel ritira fuori “l’ascia di guerra”, parlando di “scollamento all’interno della maggioranza. Ognuno – dice il coordinatore Alvaro Dellera – va per la sua strada. Va bene lo sfogo del sindaco, ma deve fare anche autocritica. Noi cerchiamo di dare una mano, ma abbiamo il Pd, il partito con la maggioranza, che non riesce a prendere in mano le redini di questa situazione e questo è grave. Non si può amministrare senza avere i partiti che fanno quadrato intorno a consiglieri e assessori in caso di bisogno. L’errore del sindaco è stato ed è quello di volerli escludere, facendoli sembrare inutili. Il consiglio comunale non può esimersi dal fare politica e ribadisco, l’errore sono state anche le troppe liste civiche che non hanno consistenza e supporto forte esterno”.

E così a quasi due anni di amministrazione, tornano a “volare gli stracci” in casa del centrosinstra.

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