Bilanci e patto di stabilità, il sindaco
chiede aiuto a Renzi
Anche a Crema il piatto
piange: mancano 3milioni di euro
In un momento di magra, dove i bilanci dei comuni, Crema compreso, piangono, è il sindaco Stefania Bonaldi, in raccordo con il coordinamento dei sindaci della direzione nazionale del Pd, a bussare alle porte del Governo.
Lo fa attraverso, come detto, il Coordinamento Sindaci, organismo interno alla Direzione Nazionale del Pd, di cui Stefania Bonaldi, primo cittadino di Crema, fa parte. E lo fa, a nome del gruppo di sindaci, tra i quali Ignazio Marino, Virginio Merola, Michele Emiliano, Vincenzo De Luca Sindaco di Salerno, il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e Piero Fassino, ai quali il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha chiesto di esprimere proposte circa gli Enti Locali da trasmettere immediatamente al Governo e al Ministro Graziano Delrio. L’intento del Segretario è quello di istituire un vero e proprio coordinamento tra Sindaci locali al fine di individuare anche una serie di proposte di medio termine verso cui richiamare l’attenzione dell’esecutivo.
Il sindaco Bonaldi ha ribadito al primo cittadino di Firenze “l’improcrastinabile necessità di un allentamento del patto di stabilità, che tenda a zero e non a saldi positivi, in modo da fare ripartire gli investimenti e le manutenzioni (con priorità all’edilizia scolastica e alle strade, ma penso anche alle manutenzioni quotidiane delle strade, le cui buche che sono l’incubo di tutti i sindaci); egualmente ho rimarcato la necessità di norme sulla fiscalità locale certe , ricordando che nel 2013 la finanza locale è stata toccata da ben 9 provvedimenti assunti in corso d’anno”.
Le incertezze, infatti, come sottolineato dal sindaco di Crema e ribadito a più riprese anche dall’assessore al Bilancio, Morena Saltini rendono “precaria e incerta l’attività gestionale di ogni comune”. In pratica “la manovra – sottolinea Saltini – va al di là di ogni sana razionalità”. Le richieste più pressanti sul tavolo di Renzi e del coordinatore degli enti locali nella segreteria nazionale del Pd, Stefano Bonaccini, riguardano la necessità che le imposte sugli immobili restino nelle casse comunali, così come le altre imposte, oltre alla necessaria riforma del catasto con il passaggio delle deleghe ai comuni.
La proposta del Coordinamento Sindaci della Direzione Nazionale, appena redatta, sarà nei prossimi giorni sottoposta alla validazione della Direzione per poi divenire punto programmatico del Patto di Governo.
“Sono soddisfatta di questa esperienza – ha sottolineato Stefania Bonaldi – che mi ha consentito di portare alla attenzione nazionale le criticità con le quali le amministrazioni locali si confrontano e scontrano quotidianamente. E’ stato arricchente, e in qualche misura, permettetemi, consolante, confrontarsi con altre esperienze di colleghi amministratori locali che rappresentano città italiane anche di rilievo. Mi attendo che il PD sostenga in modo energico le istanze dei territori e di tutte le realtà locali, mirando a combattere sprechi, inefficienze, diseconomie, spese pazze e privilegi laddove veramente sussistono. Credo che i segnali importanti da dare al Paese debbano andare nella direzione, già intrapresa, ma da rafforzare con sinergia collettiva, della riduzione dei costi e dei privilegi della politica e dalla messa al bando dei comportamenti incoerenti con questo stile.La proposta del Coordinamento Sindaci della Direzione Nazionale, appena redatta, sarà nei prossimi giorni sottoposta alla validazione della Direzione per poi divenire punto programmatico del Patto di Governo.
“Sono soddisfatta di questa esperienza – sottolinea Stefania Bonaldi – che mi ha consentito di portare alla attenzione nazionale le criticità con le quali le amministrazioni locali si confrontano e scontrano quotidianamente. E’ stato arricchente, e in qualche misura, permettetemi, consolante, confrontarsi con altre esperienze di colleghi amministratori locali che rappresentano città italiane anche di rilievo. Mi attendo che il PD sostenga in modo energico le istanze dei territori e di tutte le realtà locali, mirando a combattere sprechi, inefficienze, diseconomie, spese pazze e privilegi laddove veramente sussistono. Credo che i segnali importanti da dare al Paese debbano andare nella direzione, già intrapresa, ma da rafforzare con sinergia collettiva, della riduzione dei costi e dei privilegi della politica e dalla messa al bando dei comportamenti incoerenti con questo stile. Penso, in ordine temporale, allo scandalo dell’aumento di 1160 euro al mese che i capigruppo della assemblea regionale siciliana si sono autovotati due giorni fa. Questo malcostume deve essere stigmatizzato dal PD sempre con forza: è sui comportamenti che si gioca la credibilità della politica, oggi, ancora prima che sui programmi. Assicuro alla mia città che ribadirò spesso a Matteo Renzi la necessità che si vigili costantemente prendendo le distanze da questi comportamenti e segnando una totale discontinuità.” Assicuro alla mia città che ribadirò spesso a Matteo Renzi la necessità che si vigili costantemente prendendo le distanze da questi comportamenti e segnando una totale discontinuità.”
IL BILANCIO DEL COMUNE DI CREMA
Interventi auspicabili anche a fronte dei continui tagli che stanno rendendo impossibile stendere i bilancio. Anche se, parlare ora di impostazione del bilancio 2014 del comune di Crema e di qualsivoglia comune, viste le incertezze anche dal punto di vista della Legge di Stabilità, risulta prematuro. Ma una cosa è certa: “la nostra linea – spiega l’assessore Morena Saltini – è quella di porre attenzione al sociale; in questa prima fase mi sento di mantenere l’atteggiamento assunto in partenza”. Parlare di impostazione dell’esercizio di bilancio relativo al 2014 è prematuro, certo. Fornirne l’impostazione di massima lo è forse un po’ meno. Ciononostante la filosofia, come spiega la Saltini, non cambia.
Quello che cambia, invece, è l’ammanco. Se l’esercizio precedente chiudeva con circa due milioni e mezzo di euro in meno, quello di quest’anno sale a quota tre. “Siamo in difficoltà, come tutti i Comuni d’Italia”, spiega l’assessore. “Ma non è vero che ci siano perdite maggiori – continua –. Negli anni precedenti venivano effettuati trasferimenti statali che ora, invece, non vengono più erogati. Lo Stato non trasferisce più le quote di spettanza”. E così, se nel penultimo bilancio, mediante il recupero di alcune imposte dirette insolute (ICI ed IMU), qualcosa s’è recuperato, la situazione ora peggiora. “Oggi non possiamo più contare sulla riscossione di imposte straordinarie, e nemmeno sui trasferimenti statali”. Di conseguenza, a parità di costo dei servizi, le risorse da recuperare saranno maggiori.
“Stiamo lavorando – confessa l’assessore – su una riqualificazione ed ottimizzazione dei costi derivanti dai servizi. Ma non nascondo che i costi per le forniture, ad esempio, è praticamente impossibile che sostituiscano i trasferimenti che non vengono più erogati”. Insomma, per quanti sforzi l’amministrazione profonda, una resa maggiore non basterà. I costi di forniture, servizi, custodia, insieme a molti altri, non basteranno a colmare l’evaporazione dei trasferimenti statali. E qual è, al netto di una più efficiente allocazione delle risorse, l’unico strumento utilizzabile? La leva fiscale – come il cittadino già avrà intuito.
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