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Registro unioni civili alla prova
del consiglio, ma arrivano i primi no
Zanibelli: “Famiglie in crisi da sostenere”

Registro delle Unioni Civili, è giunta l’ora di discutere. E dai primi sentori non sarà una discussione facile quella che verrà affrontata lunedì dal consiglio comunale di Crema. Su proposta di Sinistra ecologia e libertà, all’ordine del giorno in Sala degli Ostaggi la proposta di deliberazione per istituire il registro delle Unioni civili anche per persone dello stesso sesso. E sa da una lato c’è chi ci spera, a Crema così come nella più ampia discussione aperta in questi giorni a livello nazionale dopo l’annuncio dell’avvio del percorso di discussione per l’approvazione di una legge, da parte del segretario del Pd, Matteo Renzi, c’è chi alza le barricate.
E’ il caso del Nuovo Centrodestra guidato da Laura Zanibelli, che in linea con il leader Angelino Alfano, pone alcuni interrogativi e ricorda che le priorità sono altre.
C’è un tema che stranamente sta per esser discusso sotto silenzio in consiglio comunale. Eppure a detta dei proponenti dovrebbe esser importante. Forse non se ne parla perchè non era previsto nei punti del programma dell’amministrazione Bonaldi? Forse non se ne parla perché non è condiviso da tutta la maggioranza?
Forse non se ne parla perché si teme il confronto con i cittadini? Si teme che il tema non sia ritenuto prioritario dai cittadini rispetto ad altri obiettivi da affrontare, quali il lavoro, quello sì prioritario a tutti i livelli? Già perchè se a giustificazione si dice che il lavoro non è di competenza diretta del comune (ma le politiche per lo sviluppo e tariffarie?), qualcuno mi spieghi se è stata riportata la competenza sulla disciplina normativa in materia di anagrafe e di stato civile dallo Stato ai comuni: non mi risulta”. E poi ancora: ” Quindi quale potrebbe esser il vero motivo per portare in consiglio comunale la proposta di adottare a Crema il registro delle unioni civili tra persone maggiorenni, siano esse dello stesso sesso o meno? Quale sarà mai il vero impatto sui servizi ai cittadini? Quale risultato ne potrà derivare in termini di tutela dei diritti, oltre a tutto quanto già previsto a tutela dei diritti della persona in base alla normativa vigente e ai regolamenti in essere? Sembra – sottolinea la capogruppo del Ncd – in realtà un tentativo (copia e incolla di quelli deliberati in altri comuni), già attuato a livello di regolamento in altre città ma con scarse adesioni nei fatti, per far passare non tanto un diritto a livello amministrativo ma un passaggio “culturale” rivolto a ben altre istituzioni. E’ questo che chiede il paese? E’ questo che chiedono i cittadini?”. Una serie di interrogativi che mirano a porre sul piatto la contrarietà al registro e soprattutto una richiesta di spiegazioni all’amministrazione Bonaldi: perché? A cosa si mira?
Ritengo più opportuno semmai che l’amministrazione comunale impegni i suoi sforzi e metta in campo tutte le azioni necessarie per garantire pari diritti a tutte le persone, secondo le competenze spettanti ad un ente locale, e politiche di sostegno alle famiglie. Quest’ultimo è un tema sempre richiesto e proclamato da tutte le politiche, centrosinistra o centrodestra che siano, ma fanno sempre fatica a decollare. Su questo dobbiamo impegnarci a tutti i livelli, ancora di più in una situazione di crisi economica, e tutti abbiamo le nostre responsabilità. La crisi sociale e culturale in capo alla famiglia è ormai sotto gli occhi di tutti, con le nuove povertà che genera. Non è compito, per fortuna, di un Comune quello di educare le persone, ma quello di favorire lo sviluppo ed il sostegno delle famiglie sì”.
Una presa di posizione alla quale molto probabilmente se ne aggiungeranno altre, nelle file dalla minoranza sicuramente. E probabilmente anche da parte dei cittadini, che già stanno discutendo della questione sui social network.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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