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Ragazzi in difficoltà,
uno spazio ascolto
all’Orientagiovani

Spesso i giovani hanno difficoltà a parlare della propria intimità, figurasi dei propri problemi. Alcuni, addirittura, nemmeno sanno che le sensazioni sgradevoli che provano non sono solo frutto di un brutto momento. Dal 4 dicembre, però, hanno uno spazio dove potersi confidare a persone esperte. Infatti, all’Orientagiovani di Crema, è partito Passepartout, un progetto di collaborazione tra il Comune di Crema e tre consultori del territorio – nello specifico: Asl, diocesano “Insieme per la famiglia” e cooperativa K2.
Si tratta di “uno spazio dove i ragazzi possono raccontare le problematicità che stanno vivendo”, spiega l’assessore alle politiche giovanili Paola Vailati. Uno spazio neutro, non ospedaliero, ben noto alla gioventù cremasca. Una scelta non casuale, che non scoraggi i ragazzi e non incuta sensazioni da ambiente socio-sanitario. Uno spazio che disporrà di una equipe formata da tre esperti – uno per ogni consultorio – che, a turno, si renderanno disponibili per accogliere qualsiasi giovane volesse esprimere il proprio disagio, le proprie insicurezze o, semplicemente, le proprie perplessità. Ma non solo, specifica l’assessore Vailati: “questa collaborazione consente, nel caso la problematica non fosse risolvibile nel giro di un paio di incontri, ma sottendesse un disagio più problematico, all’utente di venire reindirizzato verso la struttura più adeguata”.
“È una svolta verso l’innovazione”, commenta Luisa Vailati, dirigente del consultorio dell’Asl. “L’obiettivo – continua quest’ultima – è aprire uno spazio d’ascolto rivolto ai giovani del nostro territorio”. Uno spazio non sanitarizzato, d’ascolto e non di cura. Un luogo dove passi un messaggio chiaro: anche i giovani hanno diritto ad essere ascoltati. A farle eco, e aggiungere qualche dettaglio, ci ha pensato Verusca Stanga, direttrice del consultorio diocesano. “Rispetto all’equipe – spiega la direttrice – abbiamo cercato di porre l’attenzione su un gruppo che lavorasse sull’accoglienza”. L’idea dell’accoglienza tornerà utile ai ragazzi anche nel caso abbiano solamente bisogno di orientamento scolastico. “È – conclude la direttrice Stanga – un filtro all’accompagnamento”. Anche Elisa Mussini, psicologa del consultorio della K2, è d’accordo. Questo spazio polivalente messo al servizio dei giovani può aprire servizi anche a chi non sa come interfacciarsi ai problemi.
Dalla conferenza di presentazione emerge un quadro piuttosto variegato delle tematiche proposte. Verrà posta attenzione all’affettività, alla sessualità così come alle difficoltà a scuola, in famiglia e all’inserimento lavorativo. Il servizio offerto da Passepartout è davvero una consulenza interdisciplinare a tutto campo. Un grande aiuto in un periodo dai connotati spesso incerti e mutevoli.
I giovani che desiderassero avere più informazioni o richiedere un colloquio possono recarsi all’Orientagiovani, in via Civerchi 9, il mercoledì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 10 alle 12.

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