Un commento

Polveri sottili alle stelle
il comune corre ai ripari
Pronto il piano di interventi:
Paes, piano traffico e ztl

Non accennano a scendere (anzi) le polveri sottili nell’aria del Cremasco. Ormai da giorni, cioè dal 29 di novembre che le centraline, quella di via XI Febbraio a Crema e quella di Rivolta d’Adda fanno segnare valori anche doppi rispetto al limite di pm10 consentito per legge: 50 microgrammi per metro cubo.
In città l’aria è malata da giorni: fatta eccezione per il primo e il 2 dicembre quando i valori erano nella norma e per il 3 e 8 dicembre giornate in cui non sono disponibile i dati, le centraline hanno segnato valori alti, con un picco di 93 microgrammi per metro cubo il 5 dicembre.
Non va meglio, anzi va peggio a Rivolta d’Adda dove la centralina segna ‘rosso’ dal 29 novembre con la sola eccezione del 6 dicembre quando i valori erano al minimo del consentito (49 microgrammi per metro cubo). Il giorno peggiore anche a Rivolta il 5 dicembre con 103 microgrammi di pm10 nell’aria per metro cubo.

Intanto dall’Europa arriva l’ultimo rapporto – shock sull’inquinamento come causa primaria di mortalità. Si chiama Escape (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects) ed è stato pubblicato sulla rivista Lancet, coordinato dall’Università di Utrecht in Olanda, che ha seguito in media per quattordici anni 22 coorti di popolazione europea (concentrate in 13 città), per un totale di 367.251 partecipanti. In Italia, lo studio è stato condotto a Roma dal Dipartimento di Epidemiologia del Lazio, a Torino da Città della Salute e della Scienza e dall’Università, e a Varese dall’Istituto Nazionale Tumori di Milano, per un totale di circa 31.000 persone. Si tratta di tre zone la cui aria è notevolmente migliore di quella che si respira nella provincia di Cremona.

E di fronte a questi dati il comune corre al riparo. Anche perchè dopo 7 giorni di inquinamento da pm10 consecutive la direttiva dice che per alcune città deve scattare il blocco del traffico. Non è il caso di Crema, dove sono sì previsti dei blocchi ma non totali e studiati in occasione di eventi particolari. Anche perchè, come ribadito più volte dall’assessore all’Ambiente e territorio, Giorgio Schiavini, “il blocco del traffico non serve a migliorare l’aria. Si tratta solo di una azione dimostrativa”. Azione che verrà comunque messa in campo a partire dal mese di gennaio fino a marzo, dopo aver valutato costi e benefici della chiusura al traffico della città.
Ma l’attenzione sul problema è alta tanto che un piano di interventi è già stato illustrato alla commissione Ambiente e territorio e presto sarà valutato come informativa dalla giunta comunale per poi passare all’attenzione del consiglio, che qualche mese fa aveva approvato una mozione per impegnare la giunta a mettere in campo azioni concrete contro l’inquinamento.
Azioni contenute nel piano presentato.
“Sono tre – spiega l’assessore Schiavini – le azioni principali che stiamo portando avanti per migliorare la qualità dell’aria in città. E non solo: dobbiamo confrontarci con le amministrazioni cremasche perché questa non è una partita che si può giocare solamente a Crema, ma deve essere portata avanti da tutto il territorio”.
Innanzitutto il comune proseguirà con il Paes (Piano d’azione per l’energia sostenibile), intervenendo sull’efficientamento degli edifici comunali, grazie agli sconti ottenuti dal piano calore. Queste risorse verranno impiegate per migliorare e rendere maggiormente sostenibili gli edifici di proprietà del comune con interventi mirati.
Seconda azione sarà legata al piano parcheggi in via di revisione in questo periodo. L’intenzione sarà quella di scoraggiare le persone ad avvicinarsi al centro storico magari aumentando i parcheggi a pagamento e diminuendoli in alcune zone più lontane dal centro in modo da scoraggiare gli automobilisti ad arrivare fino al centro città.
Terza azione: il piano urbano del traffico, con una analisi approfondita dei flussi di traffico e interventi mirati a scoraggiare l’accesso in alcune zone.
A questo sarà legata la creazione di nuove Ztl definite temporanee. “Non è possibile allargare la Ztl del centro storico per diversi problemi anche con i commercianti che certamente non sarebbero d’accordo, ma l’intenzione di crearne alcune in occasione di eventi e manifestazioni particolare da organizzare non solo nel centro ma anche in altre zone della città per fare in modo che i cittadini si riapproprino di quelle determinate zone, diminuendo così anche l’inquinamento delle auto”.
Da ultimo, ma non meno importante, il potenziamento delle reti ciclabili anche interne alla città per invogliare i cremaschi ad utilizzare la bicicletta anziché la propria auto per circolare in città.
Interventi che per il momento sono allo studio della commissione e che presto dopo l’informativa in giunta passare all’attenzione del consiglio comunale. Il tutto coinvolgendo anche i comune limitrofi per azioni concordate volte a ridurre il problema dell’inquinamento, che stringe nella sua morsa non solo la città, ma l’intero territorio.
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Commenti
  • Giotto

    Crema città sicura.