Cronaca
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Nuovi poveri, è boom di richieste
di aiuto ai servizi sociali
Nel secondo trimestre 170 persone (+22%)

Nuovi poveri, boom di richieste di aiuto ai servizi sociali. Peggiora la situazione di difficoltà di molti cittadini di Crema costretti, per via della mancanza di lavoro a rivolgersi ai servizi sociali del comune per chiedere aiuto per pagare l’affitto, le bollette e i tributi vari come la tassa rifiuti, l’asilo o la mensa dei figlio. I problemi aumentano di giorno in giorno, tanto che nel secondo trimestre monitorato dall’amministrazione comunale, come spiega l’assessore al Welfare, Angela Beretta, le persone che si sono rivolte ai servizi sociali sono aumentante di ben il 22% rispetto al primo trimestre, cioè rispetto ai mesi di dicembre, gennaio e febbraio. Ben 170 sono state le persone che hanno chiesto aiuto, delle quali, il 66% è italiano e il 34% straniero. Segno inequivocabile che ora anche le famiglie cremasche e non sole quelle degli immigrati residenti in città non arrivano a fine mese. E di questi 170 ben 50 hanno evidenziato un problema di tipo economico, tanto che le richieste di sostegno puramente economico sono aumentate dell’11%. Mancanza di lavoro costante alla base del disagio della maggior parte delle persone, che faticano a far fronte ai bisogni primari. Infatti, come già rilevato nel primo trimestre, i contributi economici richiesti sono totalmente destinati al pagamento di bollette (energia elettrica, metano, acqua) già scadute per evitare la sospensione delle forniture o di tributi comunali (tassa rifiuti, servizio mensa, asilo nido). Spesso nei confronti di queste famiglie, come si legge nel report del comune, è già stata avviata la procedura di riscossione coattiva (75%). Il resto chiede aiuto per pagare l’affitto e rallentare la procedura di sfratto già attiva per l’8% di coloro che hanno chiesto aiuto ai servizi sociali.
Una problematica che deve tenere conto anche delle ristrettezze economiche del comune che è riuscito ad elargire poco più di 36mila euro contro una richiesta teorica di aiuto per 255mila circa. Di questi 36mila, 23 sono andati a italiani e 13mila a stranieri. La maggior parte, ben 25mila euro, sia per i cittadini italiani che per quelli stranieri, è finalizzata al pagamento delle utenze e dei tributi. La restante quota è utilizzata per 6440 euro per altre spese come l’acquisto di alimenti, spese medichee farmaceutiche, assicurazione dell’autovettura, rette dell’asilo nido, viaggio di rientro nel paese d’origine. Infine 4.820 euro per le spese dell’affitto. Ad oggi solo il 77% dei contributi richiesti in questo secondo trimestre è stato liquidato.
“Una situazione – commenta l’assessore Beretta – che peggiora sempre più, come dimostrano i dati a nostra disposizione”.

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