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Scintille in consiglio
Tribunale: duro scontro
Agazzi-Bonaldi, tempi
Beretta promette ‘vendetta’

Scintille nell’ultimo consiglio comunale prima delle vacanze. Sarà stato il caldo di questi giorni di luglio, oppure la stanchezza accumulata in un anno, ma il fatto è che i nervi erano tesi e le schermaglie sono state dure. Duro lo scontro tra il sindaco Stefania Bonaldi e il capogruppo di Servire il cittadino, Antonio Agazzi sulla questione del tribunale. Altrettanto duro l’atteggiamento di Simone Beretta, consigliere del Pdl, durante la discussione per la riduzione dei tempi degli interventi in consiglio comunale: ha parlato per oltre un’ora. Tensione anche sul regolamento, che ha fatto, forse per la prima volta dall’insediamento dell’amministrazione Bonaldi, perdere la pazienza anche al presidente del consiglio Matteo Piloni.
LO SCONTRO PER IL TRIBUNALE
Tutto inizia con l’interrogazione del consigliere Agazzi in merito al tribunale e con la risposta del sindaco Bonaldi, che finita nelle mire di tutte le opposizioni, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che di fatto ha sancito la chiusura del presidio di Crema, ha risposto piccata al capogruppo di Servire il Cittadino. “Quando si è iniziato a parlare di chiusura del tribunale era presidente del consiglio, cosa avete fatto lei e maggioranza per prevenire la chiusura del tribunale? Dove eravate? Appena insidiata facendomi carico di tutto quello da voi omesso, sono andata a Treviglio ben tre volte. Voi nei 5 anni prima non ci siete mai andati e proprio in quegli anni vi sfilavano il tribunale da sotto il naso”. E poi ancora: “Lei ha mosso accuse pesanti al Pd e a Pizzetti e mi ha detto che sono succube. Lei mostra incapacità di uscire da schemi meschini e infantili. Io non prendo ordini dal Pd né il pd ne dà a me. Non chiedete a me cosa fa il Pd io sono il sindaco di Crema e non un soldatino del Pd”, ha continuato ricordando che occuparsi del digit smart non significa necessariamente optare per la chiusura del tribunale.
Altrettanto pepata la replica di Agazzi:”Se usciamo dall’aula non avete il numero legale, abbassi la cresta e sia meno acida. Noi facciamo controllo democratico, si rassegni. L’opposizione ce l’avrà anche lei che le piaccia e dispiaccia, accetti la critica politica da che mondo e mondo l’opposizione pone quesiti. Lei era indispettita dal fatto di difendere il tribunale. In provincia l’unico gruppo che non ha votato a favore della mozione per salvare il tribunale è stato il Pd perchè Pizzetti ha fatto pollice verso”.
PARCHEGGI E REDDITI
Nella discussione anche la vendita dei parcheggi di via Griffini definita un pasticcio da Simone Beretta che ha puntato il dito contro la decisione dell’amministrazione (tesitimoniata da un’ordinanza) di cedere in affitto una delle pensiline del mercato per gli invitati ad un matrimoni per la somma di 500 euro, il primo giorno dei saldi, sabato 6 luglio.
Arrabbiati ma in pratica obbligati a dare il via libera alla delibera che permetterà la pubblicazione dei reddito dei consiglieri on-line. Il motivo? Secondo il decreto legislativo non dovranno essere pubblicati soli i redditi dei consiglieri o di chi ricopre cariche elettive comprensivi di stato patrimoniale, ma anche dei congiunti: genitori, fratelli e nipoti. Una delibera che ha messo sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere di Rifondazione Comunista, Beppe Bettenzoli e quello del Pdl, Simone Beretta
I TEMPI DEL CONSIGLIO
Ma a far discutere per ore è stato il regolamento delconsiglio comunale e gli emendamenti presentati sia dal Movimento 5 Stelle che dal Pd. Emendamenti posti per ridurre i tempi degli interventi dei consiglieri in consiglio comunale. Questione che ha mandato su tutte le furie il Pdl, tanto che Simone Beretta ha promesso ‘vendetta’. “Faremo emendamenti ad ogni delibera, la vostra riduzione dei tempi, per impedire alle minoranze di parlare, vi si ritorcerà contro, faremo durare il consiglio all’infinito, visto che volete ledere il diritto delle minoranze”. Una minaccia che c’è da scommettere, ora che la riduzione è stata approvata, diventerà realtà. Le premesse ci sono tutte e l’ostruzionismo è partito fin da subito: il Pdl ha infatti occupato gran parte del tempo a disposizione per la discussione: oltre 70 minuti. D’ora in poi i consiglieri avranno a disposizione otto minuti anzichè dieci ad intervento, i capigruppo 12 anziché 15 e tre saranno i minuti per le dichiarazioni di voto.
LA MOZIONE DEL PDL
E al termine dell’infuocata seduta il Pdl ha deciso di rinviare la discussione relativa la richiesta di dimissioni della consigliera del San Domenico, Elisa Marinoni. La seduta avrebbe dovuto tenersi a porte chiuse.

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