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Orario ridotto alla poste,
interrogazione di Bordo
e nuova lettera del sindaco

I disagi per la chiusura anticipata dell’ufficio postale centrale della città, tornato al centro delle protesta degli amministratori. Dopo la prima lettera del sindaco Stefania Bonaldi e l’interrogazione parlamentare dell’onorevole Franco Bordo di Sel, per scongiurare la chiusura pomeridiana, a partire da oggi, 20 giugno fino al 2 agosto, ogni giovedì e venerdì e tutti i giorni della settimana nel mese di agosto, oggi il sindaco ha inviato un’altra lettera. Una lettera che arriva dopo la mancata risposta da parte di Poste Italiane, alla prima lettera del 12 giugno. Il sindaco ribadisce i disagi che la scelta, unilaterale di Poste Italiane, creerà non solo ai cittadini di Crema, ma a tutti i cittadini del cremasco e torna a chiedere un ripensamento alla dirigenza dell’ente. Sperando che questa volta la risposta arrivi.

LA LETTERA DEL SINDACO BONALDI

Faccio seguito alla precedente nota del 12/06 u.s., cui non è seguita risposta da parte delle SS.LL., per rimarcare il grave disagio e disservizio che verrà arrecato alla Comunità Cremasca in relazione all’orario estivo che entrerà in vigore da domani all’Ufficio Postale di Crema Centro.

Inspiegabilmente, rispetto alla consuetudine del passato, allorché detto Ufficio Postale osservava orario estivo nel solo mese di Agosto, con chiusura pomeridiana, da quest’anno un comunicato stampa di Poste Italiane, reso pubblico prima ancora che pervenissero comunicazioni formali alla sottoscritta, annunciava una misura ulteriormente penalizzante secondo la quale, dal 20 giugno l’Ufficio Postale di Crema osserverà anche due pomeriggi di chiusura alle 13.35, il giovedì e il venerdì.

Faccio presente che in un comprensorio di 160mila abitanti, quale è il territorio cremasco, questo è l’unico Ufficio Postale che resta aperto il pomeriggio, al punto che, davvero con una infelicissima uscita, il comunicato di cui sopra chiariva che in tali pomeriggi ci si sarebbe potuti rivolgere ai “vicini” (!!??) uffici postali di Lodi e Codogno, ovvero presso quello di Cremona Centro.

Posso assicurare che abbiamo trovato veramente poco rispettosa della nostra Comunità e del nostro territorio questa sortita, chiedendoci come si possa sensatamente rivolgersi ad un proprio cliente invitandolo per le urgenze a fare riferimento ad un ufficio che dista, come minimo, 20km da Crema. In una parola, ci sentiamo offesi e traditi da un servizio come Poste Italiane che si è sempre distinto ed è sempre stato apprezzato per la sua prossimità all’utente e alle Comunità.

Ci si sarebbe peraltro attesi quanto meno un approccio uniforme sul territorio, circostanza che invece non registriamo avvenuta, al punto che i Cremaschi vengono dirottati sulla città di Codogno, di molto inferiore, per abitanti e per comprensorio di riferimento, alla città di Crema, con ulteriore senso di frustrazione e di  ingiustizia.

Alla luce di quanto sopra detto, ribadisco la richiesta di un ripensamento immediato dell’organizzazione estiva dell’Ufficio Postale di Crema Centro e chiedo un riscontro formale alle istanze formulate.

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