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Beretta: ‘Cda Scrp, vizi di forma,
ma la trasparenza è un optional’

Lettera scritta da Simone Beretta

E’ difficile  far finta di niente rispetto a quanto accaduto  in SCRP relativamente alla nomina del nuovo CDA. Difficile dare torto a quella signora che ha denunciato di “essere stata esclusa da un concorso pubblico perché nell’oggetto della candidatura avevo per distrazione indicato il nome di un altro ente” mentre questo non aveva alcun valore in SCRP. Come si esclude l’impresa da un bando di gara se ha dimenticato di presentare un documento o si esclude  un’Amministrazione pubblica da finanziamenti provinciali, regionali, nazionali o europei anche solo per sbagli formali nella presentazione della domanda.

Come non ha torto chi ha pubblicamente denunciato che su questa partita “qualcuno abbia chiuso più di un occhio”. Il caso della candidata ammessa senza che avesse dichiarato di possedere i requisiti richiesti di candidabilità  è quantomeno emblematico. Per non dire che ha dell’incredibile.

Non mi interessa giudicare se in SCRP hanno fatto bene o meno a far cambiare la domanda al candidato di Castelleone che si era proposto per Padania Acque Gestioni o accettare domande incomplete   che, probabilmente, saranno state fatte completare  il giorno dopo. Se l’hanno fatto avranno ritenuto che era  possibile; non è questo ciò che mi  interessa.

Quanto avvenuto è ingiusto verso quanti ogni giorno  vengono penalizzati per banali omissioni fatte in buona fede. Anche solo per questo io non avrei “politicamente” ammesso alcune delle candidature presentate. L’impressione che si sia voluto privilegiare un accordo politico già scritto, per cui i candidati presentati  erano parte di un pacchetto insindacabile. Insomma, gli artefici di quell’accordo di basso profilo non volevano rimediare ulteriori brutte figure. Una spartizione bella e buona voluta da chi fino all’altro ieri la denunciava e detestava.  Spero di sbagliarmi  ma qualche dubbio resta e, parafrasando  Andreotti,  a volte a pensar male si indovina. Non vorrei essere nei panni di quei sindaci che in buona fede si sono prestati a lasciar correre troppe incongruenze. La cura nel presentare la domanda avrà pure il suo peso, o no? Correggere l’errore in corsa o non vedere l’incompletezza delle domande presentate non è il massimo e non è neppure edificante verso  quanti, ogni giorno, hanno a che fare con una burocrazia asfissiante che penalizza i cittadini. Agendo in questo modo la politica, che per prima dovrebbe dare il buon esempio,  non ne esce certamente rafforzata.

Giudico  negativamente il fatto che in SCRP sia avvenuto ciò che non è consentito ad altri   e questo solo perché probabilmente qualcuno non vedeva l’ora di disfarsi del precedente CDA che, per quanto mi riguarda, ha lavorato bene, con serietà, dedizione e competenza, per far posto ad un presunto nuovo CDA “più competente e professionalmente più adeguato”. (Sic!!!)

Ma di tutto questo, a breve, insieme ad altri interverremo politicamente nel merito sia delle nomine che degli indirizzi perché nel merito vi è qualcosa da dire e da recriminare.

Chiederò anche con una interpellanza al sindaco di Crema, nella mia veste di consigliere comunale,  se è questo  il “suo” nuovo metodo per “esigere trasparenza a tutti i livelli” e per dare il “suo” “Buongiorno” … a Crema e al futuro delle Partecipate.

Simone Beretta

Consigliere comunale

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Commenti
  • Delio

    I candidati sono stati scelti da un comitato ristretto di sindaci + provincia che li hanno inviati a SCRP. loro dovevano attenersi alle regole del (loro) bando. No comment.

  • nILO

    Ma siamo sicuri a questo punto che anche i famosi dipendenti dei Comuni non siano politicizzati? Generalmente sono lì non x meriti ma x’sono amici degli amici…

  • V

    lascia stare la trasparenza,per favore.