Lettere
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“La stazione senza presidio,
ma ai consiglieri
non interessa”

da Gianemilio Ardigò

Mentre il consiglio comunale di Crema approva una mozione “ Tagliamo le ali alle armi “ – relativa alla richiesta del Governo Italiano di rinuncia a qualsiasi contratto di acquisto degli aerei F35 –  e si appresta a discuterne un’altra in merito a creare un “ Esercito Europeo “ la città di Crema perde il presidio della stazione FS. Può darsi che non interessi a nessuno o abbia poca rilevanza all’interno della vita quotidiana dei cittadini, ma ci saremmo aspettati almeno una mozione simbolica da parte di qualche consigliere comunale sensibile o perlomeno consapevole che a Crema passano anche i treni e votata all’unanimità dal titolo “ Stazione FS – Crema una chiusura nel nulla “ da inviare alla dirigenza delle FS. La nostra presenza, come Verdi, nel Consiglio Comunale a Crema ha permesso nel corso degli anni di tenere sempre alta la tematica FS, non solo sulla mobilità sostenibile, sul problema dei furti di biciclette, sulla sicurezza di vigilanza per le persone con l’impianto di telecamere, ma soprattutto sulla sincronizzazione dei passaggi a livello per diminuire i disagi sui tempi e sui ritardi. Crema è una strana città, riesce a perdere qualsiasi opportunità per il suo sviluppo, per la sua valorizzazione e per la sua apertura nel territorio dimostrando che gli interessi sono altri e sicuramente più vantaggiosi. Che le decisioni rientrino nelle strategie aziendali di FS è risaputo da tempo, ma che non ci sia una minima reazione istituzionale questo risulta inaccettabile, confermando che Crema è una città di “ succubi “ e di “ dormienti “ arroccata nel suo perbenismo e menefreghismo quotidiano che non porta da nessuna parte. Tolto il presidio le problematiche saranno senza “ attenzione “, con tempi di risoluzione non brevi, dove l’edicola, la biglietteria di Adda Trasporti e il bar, quando aperti, diventeranno degli avamposti nel nulla. Crema così si adeguerà ad altre piccole o medie stazioni del territorio senza ne arte ne parte, con un’area nel degrado, nel disagio e persa nel tempo, con sempre minor attenzione alla sicurezza e chiusa nel suo caos da smog atmosferico, relegando l’utente ad assistere passivamente agli eventi in atto. Ma questo è purtroppo solo la continua involuzione di una città che sarà destinata a perdere anche l’Università, con un sottopasso di Via Indipendenza contro ogni tempo e logica, con un ambiente lontano da una valorizzazione e considerazione tale da fare la differenza, assistendo ad un silenzio istituzionale che rispecchia la mediocrità uscita dal recente voto. In ogni caso vogliamo  e ci auguriamo il meglio per questa città, che sappia avere uno scatto di orgoglio, trovando un minimo di identità per affrontare nel migliore dei modi i problemi gravi come il lavoro, la sicurezza, la mobilità sostenibile, la cultura, l’integrazione, l’ambiente e che non siano più nel nulla del silenzio.

Gianemilio Ardigò

Verdi – european green party – Crema

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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