Economia
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‘Cremasco, ultima
chiamata’: «Così
rilanceremo il territorio»

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Cremasco, ultima chiamata. E la chiamata c’è stata. E come. Imprenditori e rappresentanti delle categorie hanno bussato alla porta degli amministratori con le loro richieste e ricette per far ripartire l’economia del Cremasco. L’occasione: la tavola rotonda organizzata da CremaOggi.it e coordinata dal direttore Mario Silla. Alla chiamata hanno risposte gli amministratori locali, tra i quali il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi e il presidente delle Provincia, Massimiliano Salini. Meno burocrazia, migliore viabilità, più attenzione alla formazione dei lavoratori, promozione delle eccellenze del territorio, stop al campanilismo che blocca lo sviluppo.

CHI FA CHE COSA, COME E QUANDO

«Chi fa cosa, come e quando». Questa la domanda lanciata da Fabrizio Zaniboni, commercialista cremasco. Agli amministratori il compito di rispondere.

VIABILITA’: LA BRETELLA DI CAMPAGNOLA

A rompere il ghiaccio con le richieste Renato Ancorotti, imprenditore della Cosmesi. con una azienda in area industriale ex Olivetti «L’unica area industriale d’Italia dove i camion non possono arrivare». Ancorotti rilancia l’idea della cosiddetta bretella di Campagnola Cremasca, di cui negli anni  passato tanto si è parlato, ma nulla è mai andato in porto. Una strada, due chilometri che permetterebbero ai mezzi pesanti di raggiungere l’area industriale senza transitare nei paesi. Fa eco Pierangelo Vacchi artigiano: «I comuni di Pianengo e Cremonasano non permettono ai camion di passare e questa area resta inaccessibile. In questa area ci sono circa 100 imprese, siamo partiti in sette perchè nessuno ci credeva. Ci abbiamo investito 120milioni di euro, paghiamo circa 250mila euro di Imu, ma c’è disattenzione da parte del pubblico. Vogliamo più servizi».

LA FORMAZIONE DEI DIPENDENTI

Il pubblico in sala

Fondamentale per le imprese è avere persone preparate. Non mulettisti o manovali, ma persone qualificate. E’ questo che chiedono le aziende, è questo che la scuola vorrebbe dare. Ma anche in questo caso sono gli amministratori a dover sboccare la questione. Un esempio gli istituti tecnici superiori sui quali la Provincia di Cremona sarebbe latitante. Questa la denuncia del preside dell’Itis, Vincenzo Cappelli. Tra le scuole post-diploma proposte: una sulla cosmesi. «Perchè ci chiedono tecnici, anche all’estero, ma non se ne trovano di formati adeguatamente», ha specificato Ancorotti.

LE AREE PRODUTTIVE ECOLOGICAMENTE ATTREZZATE

La necessità di un ritorno allo sviluppo dei Piani d’Area e soprattutto dello sviluppo di un’area Apea (area produttiva ecologicamente attrezzata) a Casale Cremasco è stata lanciata dall’architetto Marco Ermentini, architetto che ha spiegato il funzionamento di queste aree che si autosostengono. «Una decina di comuni potrebbero mettersi insieme e creare questa area con un ciclo chiuso ottimale, anche con la viabilità. A breve avrà un casello autostradale a pochi chilometri»

LO SVILUPPO TURISTICO E DEI CENTRI STORICI  DEL CREMASCO

L’idea di sviluppare il Cremasco dal punto di vista turistico è arrivata da Daniele Cipolla, commerciante, che vede in questo una via per il rilancio, La partenza? Un’area attrezzata per i camper nel territorio. Cipolla ha sottolineato come le Ztl imposte in alcuni comuni come Spino d’Adda e l’ampliamento a Crema dell’orario di pagamento dei parcheggi abbiano di fatto danneggiato i commercianti. Stessa linea quella di Carla Spelta sindacalista della Cgil, che ha ricordato come i negozi di vicinato fossero in passato, una sorta di banca per i cittadini, con il sistema dei pagamenti settimanali o mensili. Cosa che non avviene più «L’aver liberalizzato gli orari per incentivare le vendite ha favorito solo i centri commerciali, ma la sfida è rivitalizzare il centro storico e le botteghe».

Alla porta degli amministratori ha bussato anche Fabio Dendena, imprenditore edile chiedendo maggiore attenzione alle aziende locali per quanto riguarda gli appalti favorendo trattative negoziate, e maggior controllo verso quelle imprese non in regola. A ricordare che nel territorio comunque esistono banche liquide che concedono ancora credito è Cesare Cordani, direttore della Banca Cremasca di Credito cooperativo: «Solo quest’anno abbiamo già erogato prestiti per 30milioni di euro e altri 8milioni sono deliberati. Purtroppo l’economia prima poggiava su tre pilastri che ora non reggono più: opere pubbliche, auto e immobiliare», Un appello quindi degli imprenditori alle istituzioni, riassunto bene nelle parole di Ferdinando Bettinelli (industriale): «La cosa pubblica sembra non avere coscienza della situazione. Le amministrazioni dovrebbero iniziare ad andare nelle aziende».

Questi gli inviti agli amministratori locali. Inviti che sono pronti a cogliere.

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