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Lega Nord a congresso,
Dino Losa candidato
papabile alla segreteria

La Lega Nord a congresso. La sezione cittadina del Carroccio, commissariata dopo le elezioni di Crema a seguito delle dimissioni di tre membri del direttivo di Walter Longhino, Alberto Torazzi,  Alberto Lupo Pasini, e Marco Fornaro si prepara a celebrare il suo congresso. I militanti sono convocati per domani sera per decidere chi andrà a guidare la sezione. Un compito non facile viste le divisioni interne sempre più evidenti che già il commissario in carica, Cristian Chizzoli aveva cercato di dipanare. Ma a quanto sembra la frattura tra maroniani e bossiani, potrebbe essersi, se non ricomposta per lo meno allentata. A quanto sembra, infatti, non ci dovrebbe, in questo caso, essere uno scontro tra le due diverse fazioni con due candidati differenti.

Pare infatti che il candidato alla segreteria sia unico e sia stato individuato in Dino Losa, classe 1983 di Crema. Anche se c’è chi dice che potrebbe esserci anche un’altro candidato. Un nome nuovo, quindi, giovane che dovrà traghettare la Lega di Crema e soprattutto rilanciare il partito dopo la debacle elettorale.

Bisognerà attendere ancora, forse il mese di novembre, invece per il congresso provinciale. Qui le acque paiono essere più tese con alcune sezioni bossiane che ancora non hanno digerito la strategia porta avanti dai maroniani che aveva fatto cadere il segretario provinciale Angelo Barbati. Ancora caldi gli animi. A dimostrarlo lo scontro avvenuto qualche mese fa proprio a Trescore Cremasco, quando la sezione di Barbati aveva impedito ai Giovani Padani, capeggiati proprio da Marco Bonetti fautore materiale del commissariamento della sezione e della caduta del segretario, di partecipare alla festa della Famiglia e delle Tradizioni con il proprio banchetto.

E a questo proposito c’è chi giura che Barbati sia intenzionato a ripresentare la sua candidatura. Anche se voci insistenti dicono che per lui sia pronta una sospensione dal movimento a causa di alcune dichiarazioni contro il commissario Roberto Mura. Ma questa è un’altra storia.

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