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Incontro Crema-Lodi,
il j’accuse del Pdl:
«Alloni cosa c’entra?»

Il tentativo di intesa tra il sindaco di Crema e quello di Lodi per trovare un accordo in vista dell’abolizione delle Province non va giù al Pdl. Polemici e molto duri i consiglieri comunali e il coordinamento del partito soprattutto per la presenza di Agostino Alloni all’incontro che si è tenuto ieri in mattinata a Lodi. Una presenza scomoda, ingombrante ed inopportuna secondo il centro destra che punta il dito contro il sindaco Stefania Bonaldi rea di non aver coinvolto il territorio, ma solamente i rappresentanti del Pd. Una mancanza di senso delle istituzioni, e soprattutto una mancanza di coinvolgimento dei sindaci, della provincia di Cremona, degli assessori e consiglieri regionali, dei parlamentari, insomma di tutte le istituzioni fatto salvo per Alloni, unico invitato all’incontro con il sindaco lodigiano Lorenzo Guerini.

IL PDL ACCUSA: «BONALDI SENZA SENSO DELLE ISTITUZIONI»

«E’ vero che i tempi per definire i confini delle nuove province – incalza il Pdl – sono stretti ma da questo a pensare che la Bonaldi possa spendersi da sola per il territorio e rappresentalo  nel suo complesso ce ne corre.  Se questa è la Crema capo comprensorio che lei immagina, piena di confronto e condivisione, non è certamente quella che i Sindaci del cremasco si aspettavano.  “Muoversi come un elefante in una cristalleria” non conduce da nessuna parte, farlo recandosi dal Sindaco di Lodi insieme al politico del Pd locale è istituzionalmente e politicamente inaccettabile e scorretto.  Confondere le istituzioni con riunioni di parte lascia l’amaro in bocca».

ALLONI PRESENZA SCOMODA

Chi è Alloni rispetto al resto dei consiglieri comunali di Crema ed ai sindaci del territorio? Si chiedono i rappresentanti del Pdl, che non risparmiano una frecciata in merito alla vicenda del Pergocrema: «Passi che più che salvare il Pergocrema, che è fallito, ha salvato il Pizzighettone diventato Pergolettese. Ma qui in gioco c’è ben altro e spiace che la Bonaldi non lo comprenda esponendosi a brutte figuracce: un incontro mediaticamente montato come istituzionale si è trasformato in un incontro da sezioni del Pd. Mancavano solo i coordinatori di partito». Insomma un j’accuse in piena regola contro chi a dire del Pdl, «ritiene che “bisogna presentarsi con le idee chiare agli appuntamenti previsti”. Poco importa se agendo come fa lui  si relegano  i veri livelli decisionali in un angolo. Lui pensa probabilmente di avere le idee chiare nel merito e forse è questa la ragione per la quale ha accompagnato, come un perfetto controllore, il sindaco di Crema dal sindaco di Lodi. Esprima, queste idee ad alta voce. Chissà, potremmo essere tutti d’accordo con lui oppure no. Ma vincerebbe, anche per loro, la democrazia e la partecipazione. Questo è il tempo delle riflessioni corali e non certo degli “Alloni docet”. Signor Sindaco, eviti di rimediare, almeno lei, queste brutte figure».

LA DECISIONE IN CAPO ALLE REGIONI

Cosa c’entra Agostino Alloni? Presto detto: la decisione in merito alle Province è in capo alle Regioni, quindi Alloni era  presente in qualità di consigliere regionale. A spiegarlo è lui stesso: «Perchè avrebbero dovuto essere coinvolti i sindaci visto che non decidono i comuni, ma le Regioni insieme al Cal (conferenza delle amministrazioni locali) che viene convocata dalla Regione? Io ero presente in veste di consigliere regionale e quindi avevo titolo per essere presente. Oltretutto, quell’incontro era stato convocato da Stefania Bonaldi, molto prima della spending review ed è stato un caso che sia stato fissato dopo la decisione del governo. Tutto qui, ecco perchè ero presente», commenta in tutta tranquillità il consigliere.

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