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Incontro tra i sindaci di Crema e Lodi
Bonaldi: “Lavorare insieme
per una nuova Provincia”

Incontro questa mattina tra i sindaci di Lodi e Crema, al fine di consolidare e sviluppare la collaborazione già in essere, valutando se e come queste sinergie tra i due territori, possano favorire anche la definizione di un nuovo modello di organizzazione dei servizi amministrativi e del sistema di rappresentanza istituzionale, alla luce del processo di revisione delle province, al centro del dibattito politico e amministrativo in questi giorni.

PRESENTI I CONSIGLIERI REGIONALI ALLONI E SANTANTONIO

Su questo argomento si sono confrontati questa mattina, nel corso di un incontro a Palazzo Broletto, il sindaco di Crema Stefania Bonaldi, il collega di Lodi Lorenzo Guerini, ed i consiglieri regionali del Partito Democratico Fabrizio Santantonio ed Agostino Alloni.

“Si rende opportuno lavorare insieme nel momento in cui si delineano prospettive di cambiamento, i cui contorni devono ancora essere dettagliati, ma di cui i nostri territori vogliono essere protagonisti – afferma Bonaldi – individuando soluzioni che possano rispondere al meglio, agli interessi ed alle esigenze delle nostre comunità, che innanzitutto chiedono servizi, buona amministrazione e tempestività di risposte”.
Stefania Bonaldi precisa come non c’è alcuna intenzione di “tracciare a tavolino i confini di un nuovo ente locale o di annettere un territorio ad un altro”, ma conferma come nell’incontro odierno, ci sia stata la chiara dimostrazione, della volontà di “coinvolgere ad un livello quanto più possibile articolato e profondo, le realtà sociali ed istituzionali di Lodigiano e Cremasco, per costruire insieme un nuovo sistema di collaborazione, prima ancora che una semplice aggregazione di numeri o un nuovo soggetto istituzionale”.

COINVOLGERE I TERRITORI

Dello stesso avviso è Lorenzo Guerini, secondo la quale ci deve essere collaborazione tra le due città, indipendentemente dalla situazione attuale, circa la volontà del Governo di ridisegnare la geografia delle province:“Le relazioni tra gli enti locali di Lodigiano e Cremasco sono da sempre intense e proficue, favorite dalla contiguità territoriale e dalla omogeneità sociale, economica e culturale – osserva Lorenzo Guerini – Questo rapporto rappresenta quindi una base solida e naturale, per avviare un confronto che si ponga doverosamente l’obiettivo di comprendere come questa collaborazione possa collocarsi, nel contesto del ridisegno degli ambiti territoriali ai quali è attribuito lo status di Provincia, sia per quanto riguarda l’ente in se stesso, che in merito alla dislocazione sul territorio dei servizi decentrati della pubblica amministrazione”.

IL RUOLO DEL CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE

“Intanto – ricorda Guerini – restiamo in attesa di conoscere i contenuti del provvedimento del Consiglio dei Ministri, con il quale saranno stabiliti i criteri per la riduzione e l’accorpamento delle Province, che sappiamo faranno riferimento alla dimensione territoriale ed alla popolazione residente, non più anche al numero dei Comuni, come inizialmente si presumeva. Secondo la tempistica indicata nel decreto legge sulla “spending review”, questa deliberazione del Governo deve essere emanata entro dieci giorni dalla pubblicazione del decreto stesso sulla Gazzetta Ufficiale, il che indicherebbe nella giornata odierna la scadenza. A quel punto – conclude il sindaco di Lodi – l’iniziativa passerebbe al Consiglio delle Autonomie Locali, organismo di cui in Lombardia sono vice presidente. In quel contesto, il tema della collaborazione tra Lodigiano e Cremasco, troverà senz’altro una collocazione opportuna, anche se non possiamo sapere ora, in che forma e con quale esito”.

PERCORSO PIÙ AMPIO

Nel corso dell’incontro è stata ribadita la volontà che era già emersa dalle iniziative promosse nelle scorse settimane dai consiglieri regionali Alloni e Santantonio, di avviare un percorso più ampio rispetto alla semplice difesa dal rischio di perdere la Provincia: “Autonomia amministrativa e servizi decentrati sono certamente valori importanti, ai quali siamo convinti che le nostre comunità non vogliano rinunciare – afferma Guerini – ma sbaglieremmo grossolanamente se riducessimo questa grande sfida, che può rappresentare un’opportunità, ad una questione di righello e pallottoliere, per soddisfare dei requisiti geografici e demografici”.

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