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In autunno il quadro definitivo
degli accorpamenti delle scuole cremasche
Orini: “Coinvolgere scuole e comuni”

La Corte Costituzionale recentemente, ha bocciato una parte della manovra estiva dello scorso anno, varata dal Governo Berlusconi, che interessava da vicino il mondo della scuola, accogliendo parzialmente i ricorsi di alcune regioni, e dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’articolo 19, comma 4, del Decreto Legge 98 del 2011, diventato poi Legge 111/2011, nella parte in cui fissava l’obbligo di accorpamento in Istituti Comprensivi (meglio noto come verticalizzazione), delle Scuole dell’Infanzia, Elementari e Medie, che per acquisire l’autonomia, dovevano essere costituiti con almeno 1000 alunni, ridotti a 500 per le Istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.
Secondo la Consulta, è stato violato quanto disposto dall’articolo 117 della Costituzione, circa la ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni: in altri termini, la materia rientrava nell’ambito della competenza concorrente.

INCONTRO IN REGIONE

Per fare il punto della situazione, si è tenuto negli scorsi giorni in regione, un’incontro al quale hanno partecipato, oltre all’assessore regionale Valentina Aprea, i vertici dell’Ufficio Scolastico Regionale, i rappresentanti dell’Anci e gli assessori alla Pubblica Istruzione delle province lombarde.
Che cosa cambia per il Cremasco?
L’assessore provinciale all’Istruzione Formazione e Lavoro, Paola Orini conferma che nelle intenzioni della regione, la prospettiva delle verticalizzazioni resta: semplificando, per l’Alto Cremasco tre Istituti Comprensivi, quello Visconteo (Pandino – Palazzo), Rivolta e Agnadello, Spino e Dovera.
Quanto alla città di Crema, “è ragionevole pensare ad ipotesi quali, le unioni di Borgo San Pietro e “Vailati”, “Galmozzi” e “Braguti”, “Ombriano” e Capergnanica, oltre a quella tra Bagnolo e Vaiano – dice l’assessore – ma ciò che va sottolineato è che dalla riunione è emerso con più forza rispetto al passato, che ora la regione, individua il criterio dei 1000 alunni, come numero derivante dalla media provinciale e regionale”.
In altri termini, se prima per quelle unioni che non riuscivano per poco a raggiungere i mille alunni si doveva sperare in una deroga, con il nuovo criterio, questo pericolo non ci dovrebbe essere.
“È giusto attenersi ai criteri del numero minimo di alunni – dice la Orini – ma l’importante è non creare dei mostri abnormi, ma usare il buon senso, coinvolgendo le scuole e i comuni”.

ATTENZIONE AL TERRITORIO

A seguito della richiesta da parte delle province e dell’Anci, volta ad ottenere più tempo per valutare meglio il da farsi, il Piano di dimensionamento scolastico in ambito provinciale, verrà elaborato a fine ottobre: “Per il Primo Ciclo gli attori principali sono i Comuni – afferma l’assessore provinciale – noi sosterremo le loro proposte, offrendo il nostro supporto, anche se già diversi passi sono stati fatti, ma si può ancora ragionare e – conclude l’assessore – alla luce delle rassicurazioni avute, si può affrontare il tema, in maniera meno ragionieristica, ma con più attenzione alle specificità del territorio”.

ANCORA REGGENZA AL MARAZZI

Per quanto riguarda invece gli Istituti Superiori, è in corso un attento esame dal punto di vista tecnico, con particolare attenzione al trend delle iscrizioni: “A livello territoriale, resta il problema dell’Istituto “Marazzi”, che anche per il prossimo anno continuerà ad avere la reggenza – afferma la Orini – già in passato si era ipotizzato un Polo professionale con l’APC di Cremona, ora occorre ragionare incontrando le scuole, e potrebbero tornare in auge, anche ipotesi diverse, più legate al territorio Cremasco, ma un quadro più preciso lo si potrà avere solo in autunno”.

Ilario Grazioso

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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