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“Ecco la Crema che vorrei”,
oggi il confronto in consiglio
sul programma di Bonaldi

«Ecco la Crema che vorrei». Ampio, preciso e coerente con quello che aveva sempre dichiarato quando sedeva dai banchi dell’opposizione, il pensiero che il sindaco Stefania Bonaldi ha sul futuro di Crema.

Una città che valorizza i suoi talenti, che punta all’innovazione, che ritrova il ruolo di capo comprensorio del Cremasco, che aveva perso, a dire del centrosinistra, e dei sindaci del territorio, durante i cinque anni di amministrazione di Bruno Bruttomesso.

Progetti concreti che in questo primo mese il sindaco e la sua giunta hanno già iniziato a portare avanti, nonostante le polemiche, il fuoco amico e le accuse delle minoranze di immobilismo.

Al primo posto delle linee programmatiche del sindaco, presentate a inizio mese, e che saranno discusse dal consiglio comunale tra qualche ora, l’uscita dalla crisi: «Crema deve avere un’amministrazione da cui parta un nuovo slancio verso il futuro. Se ci sono sacrifici da fare, li faremo, purché non siano fini a se stessi, ma strumento per ripensare al “sistema-città” e puntare a servizi moderni ed efficaci.Per fare questo il Comune non può agire da solo. Ognuno deve fare la sua parte.Fondamentale creare un patto tra tutti i soggetti operanti in città, dai cittadini alle famiglie, dalla realtà delle imprese alle altre istituzioni fino a tutto il mondo dell’associazionismo e del volontariato di cui la nostra città è ricca e va fiera e che spesso insegna a compiere autentici miracoli quotidiani portando avanti attività significative con pochissime risorse». E proprio la scorsa settimana il sindaco ha incontrato la Libera associazione artigiani per iniziare un percorso per la salvaguardia delle piccole aziende.

Forse di scarso interesse per i cittadini, ma importanti per il ruolo che svolgono che va dalla raccolta rifiuti, alla gestione dell’acqua e tanto altro. la ridefinizione dell’assetto delle società partecipate è uno dei primi punti del programma del neo sindaco. Incalzata anche in questi giorni da Antonio Agazzi, il sindaco intende ridefinire le società, riportando Scrp al suo ruolo originario, ridurre i cda, rafforzare la governance della città di Crema.

Dalla mobilità alle infrastrutture in particolar modo il nodo delle barriere ferroviarie sul viale di Santa Maria, che il sindaco intende risolvere prolungando la Gronda Nord e alla viabilità certamente da rivedere dopo l’apertura del sottopasso di via Indipendenza, l’amministrazione guidata da Bonaldi pone l’attenzione su questioni che da tempo stanno facendo discutere. Attenzione ai lavori della Paullese così come al potenziamento dei collegamenti per Milano e con Lodi, fino alla mobilità urbana, e in particolare al progetto dell’ampliamento del servizio di Miobus, ai paesi limitrofi. Un servizio che i comuni chiedono e del quale si discute da tempo: primo ad interessarsene era stato Luciano Capetti quando da assessore della giunta Bruttomesso, ancora ricopriva le deleghe alla mobilità e sport. Al centro anche la questione dei parcheggi con il progetto Parcheggio gentile: aree di sosta  con possibilità di avere a disposizione dieci minuti gratuiti per favorire esigenze di parcheggio breve o brevissimo.

Edilizia scolastica, caserme e impianti sportivi, la priorità in tema di infrastrutture. Centrale e soprattutto argomento di rottura tra Pdl e Lega Nord durante la passata amministrazione, il sindaco Bonaldi intende riportare le caserme all’attenzione del territorio, portando il discorso nella “sede naturale per affrontare la questione: Scrp per valenza sovracomunale”. L’amministrazione è pronta a valutare alternative e a chiedere ai sindaci di interagire col Ministero per avere una compartecipazione adeguata ai canoni per l’affitto. E in un periodo in cui lo sport con il fallimento del Pergocrema, il Velodromo chiuso e la neccessità di ampliare il Palabertoni è al centro del lavoro amministrativo. Ritorna in auge la proposta di una sinergia con i privati per un investimento nel settore compatibile con le esigenze pubbliche. Tramontate, a quanto pare le due proposte arrivate nei mesi scorsi:la cosiddetta proposta Cogorno per un palazzetto alla Pierina, e quella di Bonetti per un’area sportiva comprendente anche un outlet, ora l’amministrazione spera che qualcun altro si faccia avanti.

Problema molto sentito in un periodo di crisi è poi quello relativo alla casa: gli sfratti in aumento e i cittadini che rischiano di non riuscire a pagare più i mutui. E alla luce di tutto ciò e degli oltre 1500 alloggi sfitti in città e di una lista di attesa infinita per l’accesso ad alloggi pubblici, il primo cittadino intende rivedere “profondamente convenzione con l’Aler secondo criteri di equità e di efficientamento recettivo”. Incontri sono già in corso in questi giorni anche con l’assessore Angela Beretta.

Chiaro il programma per quanto riguarda la Cultura, rimasta senza cassa, e di norma primo settore a subire tagli in tempi di crisi. Il coinvolgimento delle associazione e dei tanti soggetti che a Crema sanno fare cultura low-cost è alla base della visione della neo amministrazione comunale.

Proposte e programmi differenziati per le varie fasce d’età: da bambini, agli adolescenti, ai giovani fino agli anziani, con la Città della Terza età e la cancellazione ormai nota dell’accordo di programma con la Fondazione Benefattori Cremaschi per la realizzazione della Cittadella della cultura.

Infine largo alle nuove tecnologie per la città, attenzione alle fasce deboli, ai diritti degli immigrati e a quelli degli animali.

Un programma articolato che oggi dovrà affrontare i colpi degli avversari a partire dal Pdl che aveva promesso dieci punti dieci sul programma del sindaco Bonaldi. Appuntamento alle 17,30 in sala degli Ostaggi.

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