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Scrp, l’era Bonaldi
inizia con una pausa
di riflessione

Prima assemblea Scrp dell’era Bonaldi: sul tavolo di discussione il tema della gestione del sistema idrico e il riassetto delle società che fanno capo a Scrp, governance compresa, ma anche, un nuovo metodo di affrontare le decisioni, tanto richiesto nei mesi scorsi soprattutto dai sindaci di centrosinistra. Basta con le decisioni a colpi di maggioranza, ma una condivisione dei processi. E’ stato questo il primo passo della neo sindaco di Crema, che vuole riprendersi, il ruolo di capo comprensorio che, secondo quanto lamentato da più parti in passato, era andato perduto nei cinque anni di amministrazione di Bruttomesso. E soprattutto voglia evitare quanto accaduto negli ultimi mesi con la nuova società di gestione dei rifiuti che è stata causa di pesanti fratture e discussioni, tanto che sia il comune di Crema che altri comuni cremaschi hanno rinunciato ad approvare la delibera in attesa di chiarimenti. E proprio per avere dei chiarimenti in merito alla necessità da parte di Scrp di riportare in seno la società di gestione del sistema idrico per poter poi avere un ruolo determinante nella costituenda Nuova Padania Acque che i sindaci hanno deciso di prendersi “una pausa di riflessione” e creare gruppi ristretti per studiare e cercare la strada migliore da seguire.  «Siamo giunti – spiega il sindaco di Pandino Donato Dolini, tra i primi oppositori delle nuova società di gestione dei rifiuti –  alla conclusione che è meglio prenderse iuna pausa perché i sindaci possano riunirsi e capire cosa è meglio fare. Ci sono questioni aperte come la ristrutturazione delle società, il problema di Scs Servizi Locali da risolvere, la permanenza in Linea Group Holding, così come è necessario riconsiderare l’ipotesi della NewCo che va rivista completamente rispetto a come era disegnata da Scrp».

Della stessa opinione anche i sindaci di Montodine e Romanengo, Omar Bragonzi e Marco Cavalli. «Il clima è cambiato c’è tempo di decidere e se vogliamo contare qualcosa all’interno della società provinciale dell’acqua dobbiamo tornare in possesso del ramo idrico, quindi è meglio incontrasi e capire come muoversi», commenta Bragonzi. A lui fa eco Cavalli: «E’ un altro clima: un cambiamento nell’approccio e nel metodo, se prima ti dicevano: “Votiamo e chi vince, vince” consapevoli di avere la maggioranza ora il processo sarà condiviso».

D’accordo con quanto deciso anche il sindaco di Offanengo, Gabriele Patrini, che è tra quei comuni che la delibera di adesione alla New.Co l’aveva già approvata. «Questa pausa spero che possa risolvere le incomprensione, quindi spero venga utilizzata bene in modo che si ritorni a un confronto civile e serio e non si vada più avanti con le contrapposizioni. Una volta giunti al chiarimento non è detto che anche i comuni che erano contrari possano aderire alla New.co. Poi dobbiamo capire come riportare in Scrp il ramo idrico: vogliamo capire se c’è un business plan, e come potremo acquisire il ramo d’azienda da un milione e 600 mila euro. Comunque questa riflessione e la riacquisizione del ramo credo sarà funzionale a qualsiasi scelta di gestione che i sindaci andranno a fare».

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