Politica

Sconfitta elettorale,
il “j’accuse” del Pdl
alla lista Agazzi

Sopra, a sinistra Agazzi e a destra, Bettinelli e Bertusi

Non si calmano le acque in casa Pdl. Quello che doveva essere un incontro per un’analisi della sconfitta elettorale del candidato del centro-destra Antonio Agazzi al primo turno e della perdita di consensi del partito si è invece trasformata in un altro j’accuse. Sul banco degli imputati ancora una volta il candidato sindaco e la sua lista civica, rea di essere apparsa agli occhi degli elettori come una alternativa al partito e non come una lista di supporto. I ringraziamenti iniziali al candidato sindaco, per aver accettato la sfida in un momento delicato lasciano da subito il passo ad una dura analisi che vede sì nella sconfitta il cambio del vento politico e le ragioni nazionali, ma “a queste – scrive il coordinatore Enzo Bettinelli – si sono certamente aggiunte ragioni legate al territorio e al governo della città negli ultimi 5 anni e, soprattutto, un’immagine di scarsa coesione del partito più che una critica al lavoro fatto in campo amministrativo”.

LE COLPE DI AGAZZI E DELLA SUA LISTA CIVICA

In pratica l’esito del confronto di ieri sera, al quale erano presenti un quindici di membri del coordinamento oltre all’assessore regionale Gianni Rossoni,  ricalca la polemica tutta interna al Pdl. Si legge infatti nel documento uscito dal coordinamento: «Il compito della lista civica del candidato sindaco dovrebbe infatti essere quello di portare consensi alla colazione; abbiamo invece assistito ad una sorta di competizione che l’ha caratterizzata più come lista di una corrente del partito che come una civica vera e propria».

Alla base quella che il coordinatore definisce una imposizione di Antonio Agazzi, di non inserire il proprio nome sul logo del Pdl, come richiesto dal coordinamento comunale, e la presenza, nella lista, di iscritti al Pdl di Crema e di persone che nel partito hanno avuto responsabilità politiche.

E le stoccate al candidato sindaco non finiscono qui. Lo scambio di accuse e l’assegnazione di colpe, in pratica lo sfogo a caldo di Agazzi, viene definito dal partito “un indecoroso spettacolo”, perchè “quando si è fatto tutto quello che era nelle possibilità per superare l’avversario, non resta molto spazio alle recriminazioni, bisogna accettare con dignità la sconfitta”.

LE ACCUSE AL VICE-COORDINATORE PROVINCIALE

Ed insieme ad Agazzi sul banco degli imputati ci finisce anche il vice-coordinatore provinciale Fabio Bertusi per aver sottolineato il buon risultato della lista civica. «Sottolineare il buon risultato della lista civica nei confronti del partito di riferimento del candidato sindaco (che è sceso nei consensi come avvenuto su tutto il territorio nazionale) è un atto ingeneroso nei confronti del PdL di Crema e che evoca qualche sospetto. Così come assegnare le colpe dell’insuccesso alla riconferma nella lista di persone che hanno avuto ruoli nella passata amministrazione è troppo semplicistico o forse fatto ad arte per rimarcare a posteriori le ragioni di chi quelle riconferme non le voleva».

IL RILANCIO DEL PDL

E dopo la scossa elettorale il Pdl è però pronto a rimettersi in piedi. Per questo nella riunione sono stati messe a punto le prime azioni per rialzarsi. La presenza con proposte sul territorio e nei quartieri, una serie e responsabile opposizione in consiglio, il lavoro per la gente. E da ultimo, ma non meno importante: lo stop ai personalismi.

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