Cronaca
Commenta

Rintocchi d’eccezione per il 3 aprile
i Campanari Ambrosiani fanno suonare
Santa Maria, San Bernardino e il Torrazzo

Quattro ragazzi dai 18 ai 22 anni, campanari per passione. Si tratta di Maurizio Bertazzolo, Emanuele Mario Tempesta, Andrea Airoldi e Stefano Denti Tarzia, i giovani membri della Federazione Campanaria Ambrosiana invitati a Crema dal Centro diocesano G.Lucchi per ricordare la leggendaria apparizione mariana a Santa Caterina degli Uberti.

LA BASILICA DI SANTA MARIA TORNA A CANTARE

Proprio il 3 aprile del 1490 la giovane cremasca venne rapinata e ferita a morte dal novello sposo nei boschi che circondavano la città murata; abbandonata e in fin di vita fu testimone unica dell’apparizione della Madonna nel punto in cui poi fu costruita la Basilica di Santa Maria della Croce. In suo onore, ieri pomeriggio i campanari ambrosiani hanno suonato manualmente le otto campane della chiesa cinquecentesca, cosa che non accadeva da oltre dieci anni. “Per farlo è stato creato un sistema a tastiera – spiegano i ragazzi – al batacchio di ogni campana è stato collegato un comando che permette di avviare la percussione tramite una tastiera simile a quella di uno xilofono”. Dalle 16 alle 16.30 il quartiere cremasco è stato riempito da una quindicina di melodie appartenenti alla tradizione ambrosiana, bergamasca e brani dedicati al culto della Vergine.

IL CONCERTO AMBROSIANO A SAN BERNARDINO

Il secondo appuntamento era fissato per le 19 alla chiesa di San Bernardino: l’ora dell’apparizione mariana è stata celebrata con il “Concerto solenne ambrosiano”, melodia che secondo la tradizione funge da richiamo per le messe solenni. In quest’occasione le campane verranno posizionate con la bocca rivolta al cielo attraverso il classico sistema di corde, per poi esser lasciate cadere “a chiamata” e lasciate suonare secondo un preciso ordine tonale.

IL BENVENUTO AL CARDINALE POUPARD
La tappa conclusiva ha coinciso con l’inizio della cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria al Cardinale Paul Poupard: dalle 20.30 alle 21 le abili mani dei giovani campanari hanno dato voce alla più antica campana di Crema, quella del Torrazzo. Oltre al gioiello risalente al 1006 i ragazzi hanno portato in sede altre quattro campane figlie della stessa fonderia, la Allanconi di Bolzone, suonate con il metodo già utilizzato lo scorso 8 dicembre in occasione della prima salita al Campanile del Duomo.

I giovani campanari ambrosiani sul Torrazzo cremasco

LA FEDERAZIONE CAMPANARI

La Federazione esiste dal 2009 e abbraccia diverse realtà milanesi: al momento conta circa trenta persone di diversa età, tra cui quattro donne, che si spostano di parrocchia in parrocchia per dar voce a campanili spesso dimenticati. A questo proposito anche Crema si sta muovendo per diffondere una passione antica ormai quasi dimenticata: la Scuola Monteverdi infatti ha già preso contatti con la Federazione Campanari per insegnare ai bambini come si suonano le campane, secondo sistemi di semplificati adatti alle loro capacità.

IL “CENSIMENTO” DELLE CAMPANE

Da diversi anni i ragazzi si stanno occupando anche di una sorta di “censimento” delle campane milanesi, un lavoro certosino che li porterà a visitare circa tremila campanili per scoprire la storia delle campane custodite e registrarne lo stato attuale. A breve la stessa operazione coinvolgerà anche Crema: io Centro diocesano G.Lucchi e l’ufficio dei beni culturali della Diocesi curato da don Giuseppe Pagliari intendono avviare l’operazione anche nel cremasco, per un totale di circa cento campanili.

Lidia Gallanti

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti