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La riorganizzazione
scolastica oggi in
Consiglio provinciale

Cremona, palazzo della Provincia

Oggi alle ore 17.30 i sindaci del Consiglio provinciale si riuniranno per votare la proposta di accorpamento degli istituti scolastici avanzata dal presidente Carlo Vezzini. Non è che uno dei punti all’ordine del giorno, ma è di certo il più controverso, tanto che i primi cittadini cremaschi chiederanno di toglierlo dai provvedimenti in discussione. Sulla questione – ovvero sul futuro degli istituti con una sede a Cremona e una a Crema – la posizione del Cremasco è nota, e a sfavore dell’accorpamento.

Nella discussione sul futuro di Sraffa, Marazzi e Stanga – i 3 istituti cremaschi coinvolti – sono 5 le necessità individuate da Retescuole: “consultare i lavoratori della scuola circa il loro punto di vista nelle scelte da operare; tutelare il posto di lavoro del personale (docenti e Ata); guardare lontano e andare oltre gli individualismi dei singoli istituti, mantenendo fermi gli ideali della Costituzione circa la scuola pubblica; salvaguardare le filiere che caratterizzano il nostro territorio a livello lavorativo; infine, indirizzare la sana politica in modo che in campo non scendano solo strategie, frutto di una visione miope della scuola, dettate da indirizzi di ridimensionamento e di bilancio del Miur”.

Contro l’ipotesi di riorganizzazione attuale si schiera anche Laura Zanibelli, capogruppo Ncd. “C’è di mezzo – commenta – il futuro dei nostri giovani e la proposta formativa che i nostri insegnanti tutti i giorni si troveranno a sostenere. Ci sono di mezzo  non solo lo Stanga e il Marazzi ma altre scuole di Crema, come l’artistico Munari: se non propriamente sostenuto, rischia ancora in futuro l’autonomia. Ci sono le nostre realtà produttive che ben potrebbero esser coinvolte non solo per i difficili progetti di alternanza scuola-lavoro ma anche per meglio sostenere i vari indirizzi formativi, senza dimenticare che sempre più andiamo verso la certificazione delle competenze in ottica europea”.

Nel merito si è espresso anche Antonio Agazzi – capogruppo di Servire il cittadino, autore di un’interpellanza sul tema – che individuando nell’accorpamento prospettato da Vezzini “una serie di aspetti, per lo meno controversi”, reputa “ci si trovi di fronte a un nuovo capitolo della solita Cremona che utilizza Crema, questa volta per mettere in sicurezza le proprie scuole, agevolata, tuttavia, da un’amministrazione comunale di Crema la quale – assecondando interessi particolari, a scapito di logiche complessive e di criteri rigorosi – rischia di sostenerne il gioco, volutamente o meno”.

[L’intervento di Retescuole]
[La posizione di Zanibelli]
[L’interpellanza di Agazzi]

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