Cronaca

Ponte di via Cadorna: timori e preoccupazioni non si placano

A quasi tre mesi dalla chiusura del ponte di via Cadorna siamo tornati in zona per capire come sia andata l’estate e quali aspettative per il futuro. Regna la sfiducia

Servizio di Sabrina Grilli
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“Il quartiere rimane morto, deserto; come potete vedere questa era una strada con un’ affluenza assurda, ora il silenzio totale”. Così Stefano Palin, commerciante di caffè di via Cadorna e membro dell’ omonimo Comitato, descrive la via dove si trova il suo negozio, come tanti altri che sono a rischio.

Saracinesche ancora abbassate a causa delle ferie estive ma il timore dei commercianti della zona è che si faccia fatica, non tanto a ripartire, ma a resistere, nonostante i ristori e i progetti del sovrapponte e del ponte provvisorio che dovrebbero alleviare, almeno temporaneamente, il disagio e isolamento.
A quasi tre mesi dalla chiusura del ponte siamo tornati in Via Cadorna per capire, in attesa del grande rientro a settembre, quali siano le aspettative dopo l’approvazione dei ristori e il progetto del sovrapponte, ma le preoccupazioni sono in salita e la paura dell’isolamento rimane.

“La situazione – ci spiega Stefano Palin commerciante di via Cadorna – sta andando veramente male, non vediamo una soluzione a breve termine e, soprattutto, non vediamo lavori. Il ponte è lì così come è da giugno; a parte i lavori dell’Enel non abbiamo visto nessuno, non sappiamo niente e non ci arrivano comunicazioni ufficiali”.

I ristori sono stati approvati in consiglio comunale a fine luglio, ma nessuna lettera è ancora arrivata dall’amministrazione.

“L’ultimo incontro – prosegue Palin – è avvenuto a inizio agosto, ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcunchè, né lettere né documenti da compilare per questi famosi ristori. Sappiamo che devono arrivare ma, ad oggi, non abbiamo ancora visto niente”.

Ciò che preoccupa di più sono i tempi di realizzazione del sovraponte. Il sindaco ha detto che sarebbe stato pronto ad ottobre, ma nuove voci, che si rincorrono in comune,  fanno già slittare l’opera a novembre.

“Questa è una cosa che ci sta preoccupando moltissimo, abbiamo già letto degli articoli e ne abbiamo discusso tra di noi. L’incertezza è quella che ci spaventa di più, perché noi come attività commerciali, ma anche chi abita e vive in questi quartieri, che si deve recare in centro (da qui a un paio di settimane riaprono le scuole), abbiamo bisogno della programmazione, dobbiamo sapere come poterci muovere, come poterci spostare”.

Intanto si cerca di ravvivare il quartiere di San Bernardino con iniziative  culturali. Giovedì 27 agosto Cinema all’aperto ai Giardini Margherita Hack con il film “Valentina”, alle 21

 

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