Politica

Rivolta Dinamica sulla nuova scuola materna: “280 giorni di ritardo e fondi incerti”

Il gruppo consiliare critica l'Amministrazione di Calvi per problemi e ritardi nella costruzione della scuola materna, chiedendo un piano alternativo efficace

Municipio di Rivolta D'Adda

La nuova scuola materna torna al centro del dibattito politico a Rivolta d’Adda. A intervenire è Rivolta Dinamica, che contesta la gestione del progetto e punta il dito contro l’Amministrazione guidata dal sindaco Calvi, chiedendo chiarezza sui tempi e sulle risorse necessarie per completare l’opera.

Secondo il gruppo consiliare, le difficoltà attuali sarebbero legate alle scelte compiute negli anni precedenti. “Il sindaco Calvi non può chiamarsi fuori”, sostiene Rivolta Dinamica, che ricostruisce la vicenda a partire dal 2021, quando l’Amministrazione avrebbe affidato i lavori facendo affidamento su oltre 3 milioni di euro di fondi statali che, secondo il gruppo, erano ancora incerti e destinati per legge alla ristrutturazione degli edifici anziché alle nuove costruzioni.

Un altro nodo riguarda i tempi del cantiere. Rivolta Dinamica parla di “280 giorni di ritardo” accumulati dalla ditta incaricata nel 2022. Il gruppo sottolinea inoltre come, nonostante i ritardi, siano stati versati oltre 1,1 milioni di euro di risorse proprie del Comune, cifra che, secondo quanto sostenuto dalla minoranza, avrebbe superato le quote inizialmente previste.

Nel mirino anche il progetto originario della scuola. “Nel progetto iniziale realizzato nel 2019 sotto la giunta Calvi mancavano completamente le dotazioni per la mensa scolastica”, afferma Rivolta Dinamica, che considera questo uno degli elementi da affrontare nella nuova progettazione.

Il gruppo consiliare composto da Giovanni Luigi Cremonesi e Marianna Elena Patrini sostiene di aver lavorato a una soluzione alternativa. È stato infatti predisposto, secondo quanto comunicato, un nuovo quadro economico aggiornato ai costi attuali e comprensivo della mensa. Rivolta Dinamica parla inoltre di “soldi certi”, spiegando che la copertura finanziaria sarebbe stata individuata attraverso risorse derivanti dalla logistica e non attraverso finanziamenti ancora ipotetici.

Il progetto, sempre secondo la minoranza, sarebbe ora pronto per consentire una nuova gara d’appalto. Il gruppo rivendica inoltre la possibilità di tutelare legalmente il Comune nei confronti della ditta che avrebbe accumulato i ritardi.
Rivolta Dinamica precisa che il cantiere non può comunque ripartire nell’immediato per ragioni tecniche, ma ritiene che oggi esistano “basi finalmente solide” per procedere.

Restano però, secondo il gruppo, diversi interrogativi sul futuro della struttura: “L’edificio sarà pronto ed operativo entro il 2029? La Fondazione Asilo si aggiudicherà il bando per la nuova struttura? La Fondazione Asilo libererà l’immobile per consentire all’azienda sanitaria di rispettare gli impegni assunti nel 2014?”.

La conclusione della minoranza è netta: “Chi ha creato i presupposti di questa situazione non può oggi sfilarsi dalle proprie responsabilità”.

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