Capergnanica, il Cuore di Crema porta sul palco un viaggio tra Inferno e Purgatorio
La performance conclusiva del percorso di teatroterapia diretto da Rossella Fasano, che coinvolge gli ospiti del “Cuore di Crema”
Si terrà domenica sera alle 21 al Teatro San Giovanni Bosco di Capergnanica con ingresso libero, “Purghiamo l’Inferno”: prova aperta della performance conclusiva del percorso di teatroterapia curato dalla teatroterapeuta e regista Rossella Fasano, che coinvolge un gruppo di utenti della Comunità Terapeutica “Il Cuore di Crema”. L’intera performance di quest’anno ci spiega la regista è ispirata all’Inferno e al Purgatorio di Dante, perché nel percorso nell’eterno dolore, c’è questa pressione dell’Inferno. E l’obiettivo è quello di raccontare il proprio Inferno, fino ad arrivare al Purgatorio – precisa la regista – perché come esseri umani ci è consentito arrivare, come una sorta di redenzione, trasformazione, consapevolezza”. C’è bisogno di speranza e da qui il riferimento che la teatroterapeuta fa al celebre “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, contenuto nell’ultimo verso del Canto XXXIV dell’Inferno dantesco, pronunciata dal Sommo Poeta al termine del suo viaggio, a voler segnare l’uscita dall’oscurità della dannazione, per ritornare a contemplare il cielo stellato, ritrovando la speranza, così come la liberazione dal peccato e l’inizio di un percorso di rinascita.
Lo spettacolo che sarà presentato domenica a Capergnanica e che sta impegnando in questi giorni i protagonisti in una serie di intense prove, si caratterizza per una chiave molto simbolica, sia a livello visivo, per gli effetti speciali, sia per la musica, dalle sonorità dei Carmina Burana a quelle dark, a testimoniare proprio il cambiamento di ciascuno al termine di un lungo percorso introspettivo, aggiunge Rossella Fasano, perchè la simbologia è essenziale nella teatroterapia. E di trasformazione in senso ampio è intriso di significato il rituale proposto dagli attori sul palcoscenico, nella parte in cui si spogliano della parte superiore indossando camicie bianche, a far da contrasto con i pantaloni che invece restano a tinte scure: “Una trasformazione dal nero, dark e un po’ metallaro, verso il bianco, con gli attori del Cuore di Crema, quasi tutti alla loro prima esperienza, accompagnati in scena da alcune attrici – prosegue la regista – perché l’aspetto femminile rappresenta simbolicamente tante cose, a cominciare da quelle figure femminile che per loro hanno rappresentato un elemento di grande importanza nel loro percorso che poi sarà di rinascita”.
Un racconto che è occasione per descrivere la loro rinascita, la ricerca verso la luce, la trasformazione e il cambiamento, perché ciascuno dei protagonisti, nel suo percorso di riabilitazione presso la struttura di via Matilde di Canossa, di fatto questo vive: “La conclusione che abbiamo voluto dare, con quel messaggio che prendiamo in prestito da Dante ci riporta al presente, perché il passaggio centrale per i protagonisti è ora e qui – conclude la regista – quel tornare a riveder le stelle, quale punto di partenza per ambire al paradiso, alla luce, alla guarigione, allo star bene”.
Da una quindicina di anni Rossella Fasano collabora con “Il Cuore di Crema”, offrendo la possibilità agli ospiti della Comunità, di fare un progetto di teatroterapia inserito all’interno del più articolato percorso riabilitativo. La performance di domenica sera a Capergnanica conclude gli incontri che la regista anche quest’anno ha condotto con gli ospiti della Comunità periodicamente, dallo scorso ottobre, coinvolgendoli in attività che hanno interessato corpo, voce, vissuti personali. “Sono stati nove mesi di gestazione, nove mesi di lavoro introspettivo, personale, che utilizza lo strumento del teatro, lavorando sull’essere autentici, aiutandoli a togliersi la maschera per mostrare la loro parte più autentica. Questo è possibile solo in scena – ribadisce la regista – a teatro, condividendo momenti del vissuto personale, belli e brutti”.