Luci e ombre nel mercato del lavoro provinciale: il Rapporto 2025 presentato a Crema
Nella sede ammodernata del CPI di Crema, presentato il Rapporto 2025 sul mercato del lavoro, alla presenza dell’assessora regionale Simona Tironi
In occasione dell’inaugurazione della nuova, più moderna e funzionale sede del Centro per l’Impiego di Crema, alla presenza dell’assessora regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, è stato presentato il Rapporto sul mercato del lavoro cremonese nel 2025, nell’ambito di un convegno dal titolo “Ricostruire la fiducia. Il mercato del lavoro cremonese tra shock globali e risposte locali” al quale hanno portato i loro contributi Claudio Lucifora, docente di Economia Politica all’Università Cattolica di Milano e direttore del Centro di Ricerca sul Lavoro “Carlo Dell’Aringa” e Nicola Orlando, economista e ricercatore dell’Area Formazione, Lavoro, Comunità e Sviluppo territoriale dell’Istituto per la Ricerca Sociale.
La presentazione del Rapporto, frutto di un approfondito studio dell’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro (sul sito istituzionale dell’Ente, disponibili una serie di pubblicazioni di sintesi che ne descrivono le molteplici attività ndr), è stata l’occasione per un focus sul mercato del lavoro, che ha chiamato a interrogarsi istituzioni, operatori, amministratori, politici.
Da parte dell’assessora regionale Simona Tironi, la conferma del momento di grande e continua evoluzione che vive il mercato del lavoro anche in Lombardia. L’assessora evidenzia elementi quali sostenibilità, innovazione, intelligenza artificiale, che naturalmente complicano l’ambito di sua competenza, ma evidenzia anche la difficoltà nella reperibilità del capitale umano formato. Tra le altre, tre le azioni che stanno impegnando regione Lombardia: il tema dell’occupazione femminile attraverso varie misure, i giovani (circa 127mila dai 19 ai 34 anni, che non studiano, non lavorano, non si formano), il collocamento mirato di cui alla Legge 68 del 1999, con la nuova prassi e le riunioni periodiche del tavolo disabilità.
Sullo sfondo, il raccordo tra mondo della scuola e della formazione, con la realtà produttiva, la cui distanza deve necessariamente accorciarsi, al di là degli acronimi che interessano i periodi di tirocinio degli studenti, ora FSL (Formazione Scuola Lavoro), fino a qualche mese fa, Pcto (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento).
Prima di rientrare a Cremona dov’era programmata la riunione del consiglio provinciale, il presidente Roberto Mariani è intervenuto commentando il dato che emerge dal Rapporto, riferito alla collocazione lavorativa degli studenti che terminano il loro percorso di studio alle scuole superiori, dal quale emerge come la richiesta del mondo del lavoro è diversa rispetto all’offerta formativa delle scuole della provincia e dei Centri di Formazione Professionale.
I dati principali del corposo documento li sintetizza la nostra collega Sabrina Grilli, partendo dal quadro macroeconomico nel contesto nazionale e internazionale, con un Paese che cresce poco, in una complessa situazione geopolitica. La Provincia di Cremona si caratterizza per la presenza preminente dei settori quali industria (che è settore energivoro), agricoltura e artigianato, con un’incidenza minore del terziario. Grazie ai flussi migratori cresce la popolazione residente, ma al contempo l’età media avanza e si attesta oltre i 47 anni. Nel 2025 sono 158 mila le persone attive in provincia, con un tasso del 70%, ed un numero di occupati pari a circa 154 mila cittadini, dato in percentuale prossimo alla media regionale. La disoccupazione a livello provinciale si attesta al 2 per cento (contro un dato nazionale del 6 per cento), ma permane il divario di genere, che si attesta su circa 17 punti percentuali, superiore di 3 punti al dato lombardo. Il territorio provinciale nel 2025 attrae sì manodopera, ma fatica a trattenere lavoratori specializzati.
Luci e ombre nel mercato provinciale, dettagliati dall’intervento dei due relatori, a partire dal prof. Claudio Lucifora, che ha affrontato tra l’altro il tema della produttività dei fattori aggregati e dell’inefficienza del sistema, tra crescita, benessere, occupazione, inflazione che erode i guadagni, con la buona notizia del 2025 rappresentata dal rinnovo di molto contratti con buoni tassi di crescita.
Ma come riequilibrare la situazione, si chiede il prof. Lucifora: “Aumentando la partecipazione femminile al mercato del lavoro e poi considerando la prospettiva che ci toccherà lavorare più a lungo”, e rispetto a questa nuova prospettiva, per il docente i Centri per l’Impiego saranno essenziali.
Ad entrare nel dettaglio territoriale del Rapporto è il prof. Nicola Orlando che ha presentato una serie di slides spaziando dalla struttura dell’occupazione in provincia, prevalentemente caratterizzata da lavoro subordinato e a tempo indeterminato, che tuttavia va approfondito rispetto ad altri aspetti quali la qualità del lavoro e i salari.
Focalizzando l’attenzione sulla circoscrizione di Crema, nel 2025 il 28,3% degli avviamenti al lavoro (19.697 il dato complessivo, in calo di poco più di otto punti percentuali rispetto all’anno precedente) riguardano l’industria, con una forte vocazione cosmetica e farmaceutica, con i servizi che hanno un peso significativo (16,6%), confermando una struttura produttiva più orientata al B2B (Business-to-Business, la creazione di beni e servizi destinati ad altre aziende e non al consumatore finale ndr).
Dai dati desumibili dalle comunicazioni obbligatorie della provincia di Cremona, nel territorio provinciale nel 2025, tra le figure professionali maggiormente richieste, si segnalano: addetti nelle attività di ristorazione (4026), professioni qualificate nei servizi ricreativi, culturali ed assimilati (2831) e operai addetti a macchine confezionatrici di prodotti industriali (2548).
Quanto alla popolazione scolastica, 15mila gli iscritti nelle scuole superiori, con il numero di studenti con disabilità e stranieri in aumento, così come gli studenti iscritti nei percorsi professionali, con i licei e i percorsi tecnici che perdono terreno, ma la distribuzione territoriale non è omogenea. Nel Cremasco si preferiscono i percorsi tecnici, nell’area cremonese quelli professionali, con la novità determinata dalla filiera ITS.