Cronaca

“Fare Legami”: un decennio di welfare comunitario a Crema tra riflessioni e futuro

A Crema, l'evento “Fare Legami” ha celebrato dieci anni di welfare comunitario, promuovendo una riflessione sul futuro della collaborazione tra istituzioni e cittadini

"Fare Legami" il progetto di Crema
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A Crema si è svolta l’iniziativa “Fare Legami”, un momento di confronto dedicato ai dieci anni di esperienze di welfare comunitario nel territorio. L’evento è stato moderato da Ennio Ripamonti, docente universitario ed esperto di sviluppo di comunità, insieme a Michela Oleotti, community maker del progetto “Fare Legami”, e alle assistenti sociali dei subambiti di Bagnolo Cremasco e Sergnano, Pozzi e Iotti.

L’incontro ha rappresentato un’occasione non solo celebrativa, ma anche di riflessione sulle prospettive future del modello di welfare locale, costruito negli anni attraverso la collaborazione tra istituzioni, terzo settore e cittadinanza attiva.

Secondo Paola Vailati, dell’Ufficio di Piano del Comune di Crema, l’iniziativa ha una doppia finalità: “Da un lato ricordare ciò che di bello è stato creato in questi dieci anni, in cui il welfare di comunità è stato colto come un’opportunità per fare insieme e costruire legami, trovando nella comunità risorse umane e ideali. Dall’altro, capire come procedere nei prossimi dieci anni o più, continuando a sviluppare un welfare comunitario generativo”.

Vailati ha sottolineato come il percorso abbia permesso di attivare reti tra associazioni, enti del terzo settore ed enti pubblici, capaci di intercettare bisogni e risorse del territorio e trasformarli in azioni concrete di supporto alla comunità.

Un bilancio positivo anche per Michela Oleotti, che ha ripercorso l’evoluzione del progetto nato nel 2015 come sperimentazione all’interno del piano delle politiche sociali. “La prima sfida è stata trasformare un’esperienza sperimentale in una pratica stabile, diventata alleata del servizio sociale territoriale”, ha spiegato.

Negli anni, “Fare Legami” è diventato un vero e proprio metodo di lavoro riconosciuto sul territorio: “Una qualità del nostro territorio, un segnale di come la generatività sociale possa essere strutturata e condivisa”, ha aggiunto Oleotti.

Guardando al futuro, la sfida principale sarà quella di non fermarsi alla dimensione celebrativa, ma rilanciare l’impegno. “Occorre continuare ad attivare corresponsabilità tra pubblico, privato e privato sociale, coinvolgendo nuove realtà e nuovi protagonisti nella co-progettazione”, ha concluso.

L’iniziativa conferma così il ruolo centrale del territorio cremasco come laboratorio di innovazione sociale, dove il concetto di “fare legami” si traduce in una rete concreta di collaborazione e partecipazione comunitaria.

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