Politica

Crisi in Fratelli d’Italia, la questione cremonese sul tavolo di Meloni e Donzelli

"Un patto Ribbentrop-Molotov in salsa locale che, in questi due anni, ha prodotto effetti sconcertanti" scrivono il senatore Ancorotti e 28 amministratori locali che sfiduciano l'attuale presidenza provinciale di FDI

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Arriva ai massimi livelli nazionali la crisi apertasi in Fratelli d’Italia Cremona dopo la vicenda delle nomine in Padania Acque. 28 tra sindaci, assessori e consiglieri comunali, soprattutto del Cremasco, oltre al senatore Renato Ancorotti hanno chesto l’intervento del coordinatore regionale Carlo Maccari, del responsabile organizzativo nazionale Giovanni Donzelli e della responsabile nazionale del tesseramento Arianna Meloni affinchè “valutino ed attenzionino quanto accaduto, che è l’esito di un clima e di una serie di situazioni che da tempo creano disagio, non solo e non tanto ad eletti, ma si pensa soprattutto ad iscritti ed elettorato.

Questo schema non rappresenta infatti un caso isolato, ma l’ennesimo tassello di una strategia sistematica che ha visto la gestione di un gruppo appartenente, o vicina a FDI, con l’avallo del coordinatore provinciale, stringere ripetuti accordi trasversali con il PD locale, come già emerso negli ultimi due anni in occasione delle elezioni comunali a Cremona, in altri comuni della provincia, delle elezioni provinciali, del rinnovo del CdA di Centropadane Srl (per citare alcuni esempi)”.

ELENCO SOTTOSCRITTORI
1. Senatore Renato Ancorotti (e componente del coordinamento provinciale)
2. Consigliere comunale Castelleone (e componente coordinamento
provinciale) – Vincenzo Milanesi
3. Consigliere Comunale Castelleone – Mario Gazzoli
4. Sindaco di Monte Cremasco – Giuseppe Lupo Stanghellini
5. Vicesindaco di Monte Cremasco – Rosa Gabriella Vanazzi
6. Consigliere Comunale di Vaiano Cremasco – Augusto Sponchioni
7. Vicesindaco di Pandino – Riccardo Bosa
8. Assessore Comune di Pandino – Federica Galasi
9. Consigliere Comunale Crema – Giuseppe Torrisi
10. Consigliere Comunale Crema – Giovanni De Grazia
(componente del coordinamento provinciale)
11. Consigliere Comunale Crema – Emanuela Schiavini
12. Consigliere Comunale Crema – Paolo Enrico Patrini
13. Consigliere Comunale Cremona – Chiara Capelletti
14. Sindaco del Comune di Casalmorano – Pietro Giuseppe Emilio Vezzini
15. Consigliere Comunale di Casalmorano – Guido Mario Boni
16. Consigliere Comunale di Casalmorano – Carlo Mainardi
17. Consigliere Provinciale (consigliere comunale di Pieve d’Olmi e componente coordinamento provinciale) – Attilio Zabert
18. Consigliere Comunale di Torre de Picenardi – Matteo Caporali Guindani
19. Assessore Comune di Casalmaggiore (componente del coordinamento provinciale) – Marco Micolo
20. Assessore Comune di Isola Dovarese – Marco Cigolini
21. Consigliere Comunale di Isola Dovarese – Giovanni Scaglia
22. Consigliere Comunale di Isola Dovarese – Gianluca Bertoletti
23. Consigliere Comunale di Cremosano – Manuel Giuseppe Pellini
24. Sindaco di Romanengo (consigliere provinciale e componente
del coordinamento provinciale) – Federico Oneta
25. Vicesindaco Comune di Romanengo – Pierpaolo Mezzadri
26. Consigliere Comunale Romanengo – Nicolò Pagano
27. Consigliere Comunale Romanengo – Matteo Polonini
28. Consigliere Comunale Romanengo – Andrea Rossi
29. Consigliere Comunale Romanengo – Raffaele Salvi

“C’è una linea di confine che la politica non dovrebbe mai superare: quella che separa il legittimo confronto istituzionale dagli accordi di palazzo privi di trasparenza”, affermano i sottoscrittori.

“La gestione del partito, da almeno un anno e mezzo a questa parte, ha spinto un’ampia parte di Fratelli d’Italia Cremona, a firmare un documento ufficiale di presa di distanza nei confronti dell’attuale Presidente. Un atto formale che accende i riflettori sul mancato rispetto delle regole di ingaggio nazionali e sul progressivo allontanamento dai valori fondanti del nostro movimento.

“Davanti alle recenti e opache manovre politiche che calpestano la nostra storia e l’impegno di chi sul territorio ci mette la faccia ogni giorno, un gruppo numeroso di dirigenti e militanti cremonesi, cremaschi e casalaschi, ha deciso di dire basta. Con il documento che presentiamo oggi, sfiduciamo apertamente la linea politica e la gestione del Presidente provinciale: le regole del partito e i valori della nostra destra non sono in vendita.

“Parliamo di un patto Ribbentrop-Molotov in salsa locale che, in questi due anni, ha prodotto effetti sconcertanti, soprattutto visto che i diretti interessati ne hanno sempre negato l’esistenza. Ma dove i vertici negano, l’elettore di centrodestra vede chiaramente un patto scellerato. La lista di questi disastri politici è lunga: dalle elezioni del sindaco di Cremona, perse dal centrodestra per un pugno di voti, alle elezioni di Crema e a risultati per il partito a Casalmaggiore, a quelle del Presidente della Provincia, dal Cda di Centropadane Srl alle elezioni comunali di Torre de’ Picenardi, fino a giungere, da ultimo, all’elezione del collegio dei revisori di Padania Acque.

“Da oggi restituiamo voce e dignità alla nostra base, ai militanti e a tutti i cittadini che credono in una destra coerente e coraggiosa. Non siamo disposti a essere complici di un declino politico dettato da personalismi e strategie poltronistiche. Sottoscriviamo questo documento a testa alta, per ricostruire dalle fondamenta il nostro progetto politico sul territorio, fondato sulla lealtà, sul merito e sul rispetto degli elettori. La nostra storia merita rispetto, il nostro futuro comincia oggi”.

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