Politica

Nuova Materna a Rivolta, Calvi: “Opera bloccata: servono competenza e cambio di passo”

In vista delle elezioni, il gruppo “Rivoltiamo Pagina” accusa l'amministrazione Sgroi di inefficienza sul cantiere della scuola materna, con costi in aumento

Rivoltiamo Pagina

La nuova scuola materna di Rivolta d’Adda torna al centro dello scontro politico in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Il gruppo “Rivoltiamo Pagina – Calvi Sindaco” attacca duramente l’amministrazione guidata da Giovanni Sgroi, accusandola di aver bloccato un’opera pubblica strategica e di aver causato un forte aumento dei costi per il Comune.

Nel comunicato, la lista vicina all’ex sindaco Fabio Calvi ripercorre la vicenda del cantiere, ricordando che il progetto aveva ottenuto nel 2019 un finanziamento ministeriale da oltre 3,1 milioni di euro, pari a circa l’80% dell’intervento complessivo, grazie alla partecipazione a un bando avviato nel 2016. I lavori erano stati affidati nel 2020 all’impresa Marcozzi.

Secondo il gruppo di opposizione, però, con l’insediamento dell’amministrazione Sgroi nell’ottobre 2021 “il percorso si è bloccato”. Il contratto con la ditta esecutrice sarebbe stato risolto nel settembre 2022 e da allora il cantiere non sarebbe più ripartito.

“L’opera è ancora incompiuta e abbandonata”, sostiene il comunicato, che punta il dito anche contro la gestione economica del progetto. La lista evidenzia infatti come nel 2024 sia arrivata una prima tranche del finanziamento ministeriale, pari a 774 mila euro, elemento che – secondo gli estensori della nota – “smentisce clamorosamente la narrazione portata avanti da Rivolta Dinamica negli ultimi anni sull’assenza dei fondi”.

Da qui l’accusa politica più diretta: “I soldi c’erano, il progetto era finanziato: ciò che è mancato è stata la capacità amministrativa di portare avanti l’opera”.

Particolarmente pesante, secondo “Rivoltiamo Pagina”, sarebbe anche l’impatto economico sui conti comunali. Nel nuovo quadro economico presentato nell’aprile 2026, il costo complessivo dell’opera sarebbe infatti salito a circa 6 milioni di euro, con un aggravio di 1,7 milioni rispetto al progetto originario. Secondo le stime riportate nei documenti tecnici citati nel comunicato, “la maggiore spesa complessiva per il Comune potrebbe arrivare tra i 2 e i 2,5 milioni di euro”.

La lista segnala inoltre presunte criticità legate alla manutenzione della struttura già realizzata. Nel collaudo tecnico-amministrativo, spiegano gli esponenti del gruppo, il collaudatore e il direttore dei lavori avrebbero invitato formalmente il Comune a intervenire con opere di impermeabilizzazione e puntellamento per evitare il deterioramento dell’edificio durante il periodo di fermo del cantiere.

“Questi interventi, però, non risultano eseguiti, lasciando così la struttura esposta agli ammaloramenti e al degrado dovuti al tempo e agli agenti atmosferici”, si legge nella nota.

Infine, il messaggio politico rivolto agli elettori: “Rivolta d’Adda merita un’Amministrazione capace di programmare, controllare e portare a termine le opere pubbliche senza scaricare inefficienze e ritardi sui cittadini”. E ancora: “Il 24 e 25 maggio i cittadini avranno la possibilità di scegliere il cambiamento, l’esperienza e la competenza”.

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