Politica

Migranti e democrazia: Crema dice no alla proposta di legge di Remigrazione

Manifestazioni pacifiche in Piazza Garibaldi a Crema contro le idee del comitato “Remigrazione”, per difendere l'accoglienza e la diversità culturale

Manifestazione Antifascista in Piazza Garibaldi
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Una contromanifestazione pacifica per dire no al raduno promosso dal comitato “Remigrazione”, legato alla proposta di legge sostenuta da CasaPound. Oltre venti tra associazioni, comitati, partiti cattolici di sinistra, CGIL e ARCI, guidati dall’ANPI, si sono ritrovati in piazza Garibaldi per opporsi all’iniziativa dedicata al tema dell’immigrazione.

Secondo il comitato “Remigrazione”, le migrazioni massive provocherebbero problemi sociali, culturali ed economici nei nostri Paesi. Una proposta definita “aberrante” dal mondo antifascista sceso in piazza.

“Il termine remigrazione – spiega Paolo Balzari – nelle organizzazioni di destra fa sempre riferimento ad una deportazione, a riportare tutti gli immigrati nei propri paesi di provenienza. Come Crema democratica, una città antifascista ospitale accogliente, abbiamo ritenuto doveroso preparargli questa accoglienza e per gridargli forte che non sono graditi”.

Crema, hanno ribadito i manifestanti, “è sempre stata una città democratica, una comunità fondata sull’accoglienza, sul lavoro e sulla convivenza tra culture diverse”.

“C’è un calo demografico – aggiunge Elena Curci – importante e quanto abbiamo bisogno anche degli immigrati proprio per il lavoro perché io penso che sia importante accogliere ma perché se vengono qua hanno bisogno veramente di lavoro, hanno bisogno veramente di dignità e io quindi penso che l’Italia si merita veramente come tanti stati europei di accogliere queste persone e di integrarle il più possibile”.

“Come ACLI di Crema – ha chiosato infine Alberto Fusarpoli – abbiamo aderito convintamente all’appello che ci è giunto dall’ANPI perché secondo noi questo è un tentativo per minare al fondamento la nostra democrazia in quasi 80 anni di vita perché il riconoscimento della convivenza, della convivenza civile all’interno del nostro paese si basa anche sulle differenze e sulle diversità”.

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