‘Passaporto per il mondo’ al Linguistico: la bellezza dell’incontro con l’altro
Quarta edizione della manifestazione che vede gli studenti del liceo linguistico Racchetti-da Vinci i veri protagonisti
Nella sede di via Stazione un sabato di porte aperte per la quarta edizione di ‘Passaporto per il Mondo’, curata dagli studenti dell’indirizzo linguistico del liceo Racchetti-da Vinci, che con questa manifestazione chiude il ciclo di eventi pubblici. Una scuola quella diretta da Claudio Venturelli, che anche questa volta si è aperta alla città, per condividere con il territorio creatività, talenti e potenzialità dei suoi studenti, in questo caso, del liceo linguistico, attraverso spettacoli e rappresentazioni di vario genere, che naturalmente hanno coinvolto le quattro lingue straniere che costituiscono il fulcro del piano di studi: francese, spagnolo, inglese e tedesco. Consueto e consolidato ormai il format che, come per le altre due giornate che hanno interessato gli altri due indirizzi del liceo, si caratterizza per attività replicate nell’arco delle tre ore di manifestazione, dislocate nei tre piani dell’edificio, palestre comprese: 18 attività in tutto, suddivise in quattro “Orizzonti”, parola chiave della giornata, come specificano i docenti referenti del progetto, Maurizio Labò, Roberta Pizzo e Barbara Esposito.
Dall’orizzonte del gusto, con varie degustazioni di piatti tipici di vari paesi del mondo, a quello dell’incontro, dallo specchio, al tempo. Ma anche quiz linguistici e gastronomici, mostre d’arte, cabaret, escape room, musical e cortometraggi, per rappresentare l’idea del viaggio. Un’occasione per superare i confini dell’aula scolastica e aprirsi al mondo, a ciò che vive fuori dalla scuola, che ci riguarda tutti e la cui conoscenza permette a tutti, ancor più alle giovani generazioni di crescere, anche esprimendo i propri talenti nelle diverse forme d’arte.
Dell’importanza di far capire che al di là dell’orizzonte ci sono tante cose da scoprire, parla il prof. Maurizio Labò: “Le lingue straniere sono come organi vitali, che permettono di entrare in contatto con culture e tradizioni diverse, che permettono di capire e incontrare l’altro – commenta il docente – e questo significa arricchirsi, migliorare sé stessi e i ragazzi tutti gli anni attraverso questo lavoro di squadra lo dimostrano – conclude il prof. Labò – perché dove c’è l’incontro si realizzano bei prodotti”. Nel suo saluto iniziale, che ha preceduto l’intermezzo musicale, il dirigente scolastico Claudio Venturelli, ha ricordato invece come la scelta del 9 maggio per l’evento del linguistico non è casuale, coincide con la Dichiarazione dell’allora Ministro degli Esteri francese Robert Schuman, pietra miliare del percorso di integrazione europea: “Un discorso attualissimo quello di Schuman, che presentava valori non negoziabili, la pace, pur nella diversità, la cooperazione, la collaborazione, la democrazia. Studiare le lingue straniere nella società moderna – ha detto il preside – significa conoscere altre culture, aprirsi verso qualcosa che è diverso da noi, e la nostra ambizione è quella di essere presidio sul territorio per le lingue straniere”.