Cronaca

La figura di Don Agostino Cantoni torna a vivere nel Parco di via Viviani

Intitolato oggi il Parco della Vita nel ricordo di un sacerdote che tanto ha fatto per la Comunità e per la piena inclusione delle persone con disabilità

Intitolazione del parco di via Viviani a Don Agostino Cantoni
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Una figura amatissima dalla città, quella di Don Agostino Cantoni, anche per questo in mattinata, è stata particolarmente partecipata la cerimonia di intitolazione del Parco della Vita di via Viviani, voluta dai rappresentanti dell’Unità Pastorale San Giacomo – San Bartolomeo, dal Gruppo Handicap San Giacomo, dalla Comunità Alloggio San Giacomo e dall’Associazione Assistenza ai Disabili Fisici e Psichici “Ginevra Terni de Gregorj”.

Universalmente riconosciuto quale significativa guida non solo religiosa, ma anche sociale, educativa, culturale, Don Agostino Cantoni è stato sempre vicino alle fasce più deboli e in difficoltà, con particolare riguardo al mondo delle persone con disabilità, molto prima rispetto alle previsioni normative, ed allo stesso sentimento, che poi ha caratterizzato la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità del 2006.

Quella prospettiva bio-psico sociale di cui Don Agostino è stato precursore, materia viva tradotta in azione concrete e quotidiane: la condizione di disabilità quale risultato dell’interazione di più situazioni e barriere ambientali e sociali, verso cui l’azione di chi deve intervenire si sposta dalla cura medica alla rimozione degli ostacoli per garantire inclusione e pieno godimento dei diritti umani.

Erano tanti questa mattina, rappresentanti delle Istituzioni, del mondo dell’associazionismo, familiari, cittadini: il parroco di San Giacomo, Don Michele Nufi ha ricordato come il Parco della Vita si trovi nelle vicinanze dell’argine del Serio, una zona che a fine anni settanta fu interessata pesantemente dall’alluvione, con l’acqua che invase via Viviani, fino al Velodromo.

“Don Agostino subito ha proposto la comunità come argine per chi era stato colpito, mi piace pensare a Don Agostino come uomo dell’argine, così come viene ricordato Don Primo Mazzolari. Un argine alla nostra comunità, che protegge, custodisce, è solidale nel momento della difficoltà, che non esclude, com’è il Parco, che è aperto, perché dove la comunità è provata, noi ci dobbiamo essere”.

In rappresentanza della Comunità Alloggio, che ha gestito dal 1998 al 2002, ed anche dell’Associazione disabili Terni de Gregory è intervenuto Maurizio Cicognini, che ha sottolineato lo spirito missionario di Don Agostino, prima di cedere la parola a Ramona, ospite della Casa famiglia che ha ripercorso le tappe che a partire dai primi anni settanta, fino ad oggi, ha portato alla costituzione delle due sedi di via Pesadori e Via Patrini.

“Una persona che ha lasciato un segno profondo ed uno sguardo lungimirante sulle cose del mondo – ha detto il sindaco Fabio Bergamaschi – Don Agostino insisteva sulla capacità di leggere i segni dei tempi, aiutando tanti cremaschi a rendersi consapevoli nel loro percorso parrocchiale, anche nella formazione dei cittadini, della necessità dell’impegno nel mondo, coltivando però anche la dimensione orizzontale, con quello sguardo sulla comunità e rivolto agli ultimi. Tra l’altro – ha aggiunto il sindaco – il Parco di via Viviani che oggi intitoliamo, fa parte della sua parrocchia, ed è un luogo significativo e accessibile alle persone con disabilità. Ci piace pensare che ora, chi passeggerà qui, potrà ricordare la sua figura e quello che è stato per questa città”.

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